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il caso 

Prato consuma il suolo più delle altre province

Alessandro Formichella PRATO.
Prato consuma il suolo più delle altre province

Gli allarmanti numeri forniti dall’Istituto superiore per la protezione ambientale La cementificazione è andata avanti nonostante le chiusure del lockdown

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Prato e provincia continuano a consumare territorio. Troppo. I dati dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione ambientale) sul “Consumo di territorio” appena pubblicati per il 2020 danno di nuovo la radiografia di quanto terreno e territorio divoriamo ogni anno, sia per nuove urbanizzazioni che per nuove opere. Prato, in Toscana resta fra le province in cima alla classifica. Purtroppo. Nell’anno della pandemia, dal 2006, inizio delle rilevazioni, al 2020 siamo riusciti a consumare ben 5.204 ettari di territorio, quasi come aver costruito 5.204 campi da calcio soltanto in quindici anni. Mica poco. In Toscana, la provincia ha aumentato il consumo di suolo di oltre il 14 % rispetto a un anno prima, il 2019, prima che arrivasse l’onda lunga del Covid. Così nel 2020 nella provincia di Prato, considerando tutti e sette i comuni, è come se ogni residente fosse arrivato ad impossessarsi di 202 metri quadri in più di terreno.

Dati che fanno riflettere, se considerati rispetto alla collocazione dei comuni, alcuni dei quali nel pieno della piana Firenze-Prato-Pistoia, e se rapportati all’alta densità abitativa e alle conseguenze di “mangiare” troppo territorio rispetto a quanto sostenibile con l’ambiente.

L’indice che misura la densità di consumo del territorio dove viviamo è aumentato così tanto da metterci sul podio di tutta la regione. Eppure il 2020 sembrava un anno fermo, bloccato dal Covid. Ma non è stato proprio così. I dati su Prato capoluogo, collocano la città al terzo posto in Toscana, dietro solo a Firenze e ad Arezzo.

Nel 2020, all’interno del territorio comunale si sono consumati altri 12 ettari di suolo, come se ogni residente pratese si fosse “mangiato”, uno ad uno, mq di terreno.

Fra i comuni della provincia, si evidenzia Montemurlo nel consumo del territorio; qui l’indice di densità di consumo mq/ettaro di territorio disponibile ad abitante fra il 2019 e il 2020 è fra i più alti della regione, 36,1. Stessa cosa per Poggio a Caiano che nel 2020 ha registrato un salto in avanti, tanto da avere oggi il 32 % del territorio ormai edificato.

Prato capoluogo è fra primi venti comuni italiani per territorio consumato. I comuni virtuosi restano quello di Vaiano, con l’8,4 % di territorio consumato, e Cantagallo addirittura con il 2,2 %.

La Valbisenzio sembra, però, una eccezione rispetto alla tendenza degli altri comuni della provincia. Un incremento che, purtroppo, non mostra segnali di rallentamento.

Anche nel 2020, l’anno del lockdown, la velocità di copertura artificiale del terreno in tutta Italia è stata di 2 metri quadri al secondo, a dire che in valori assoluti il suolo consumato in più nel 2020 rispetto al 2019 è stato di oltre 50 chilometri quadrati, ovvero in media, oltre 15 ettari al giorno. La rapidità del consumo di suolo resta ancora molto lontana dagli obiettivi europei, che prevedono l’azzeramento del consumo di suolo netto. Da questo obiettivo, anche Prato e provincia restano distanti.



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