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il caso 

La protesta di una mamma «No alla scuola spezzatino, trovate una soluzione»

La protesta di una mamma «No alla scuola spezzatino, trovate una soluzione»

La madre di un ragazzo che frequenta il Liceo Livi scrive al sindaco e al presidente della Provincia: «Il rischio è la fuga da quell’istituto»

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prato. «Signor presidente della Provincia e signor sindaco, siete genitori anche voi: non ditemi che, allo stato attuale, non fareste di tutto per far cambiare idea ai vostri figli qualora vi dicessero di volersi iscrivere al Liceo Scientifico Livi dove è presente anche l’indirizzo biomedico». Lo scrive la madre di Marco, uno studente che si appresta a frequentare il Liceo Livi (la sorella si è diplomata due anni fa nella stessa scuola). La mamma di Marco si fa portavoce di tutti quei genitori che hanno visto con disappunto la decisione di realizzare una terza sede della scuola in un immobile in via delle Fonti. Una scuola spezzatino che non convince nemmeno la preside Mariagrazia Ciambellotti e ha provocato la protesta della Cgil.

La madre ripercorre tutte le tappe che hanno portato allo spezzettamento delle sedi e pone qualche domanda.

«Mi chiedo, con quale criterio saranno distribuite le varie classi nelle diverse locazioni? E su che base saranno assegnati i prof alle varie classi dislocate qua e là?».

E poi, rivolgendosi al presidente della Provincia: «Non mi risponda che la scuola non la fanno le “mura”, ma gli insegnanti; lo so benissimo questo, per esperienza personale: i prof del Liceo Livi e la dirigente Ciambellotti hanno tutta la mia stima, mi creda, e meno male che ci sono loro! Le avevo anche scritto: “ho partecipato a vari eventi, in cui lei ha sempre sostenuto che gli studenti di oggi sono il nostro futuro e che per questo vanno sostenuti, incoraggiati, premiati; condivido pienamente! Allora, anche per questi ragazzi che sono i nostri studenti di oggi, dobbiamo trovare una differente soluzione! Perché, ad esempio, non è stata presa in considerazione la proposta della nostra dirigente Ciambellotti relativamente all’ospitalità all’interno dell’Istituto Comprensivo Marco Polo?»

«So bene che esistono precise e ben distinte competenze fra Provincia e Comune; ma, e a questo punto mi rivolgo anche al sindaco Matteo Biffoni, in questi casi di estrema necessità, le due istituzioni non potrebbero mettere da parte i loro specifici ruoli e collaborare per risolvere in maniera più degna e funzionale, questa carenza di aule? Non può anche il Comune cercare od offrire spazi propri adeguati? Oltretutto, la cosa che fa rabbia, è che questo problema non è assolutamente nuovo, né sconosciuto alla Provincia, si sta ripetendo ormai da anni, come ho detto all’inizio, di questa lettera, eppure, ad oggi, non siamo riusciti a trovare una soluzione che non sia provvisoria e frammentata… Vista questa pluralità di sedi, ho paura che dal prossimo anno le iscrizioni al Liceo Livi – Brunelleschi (già…. altra analoga problematica situazione….) andranno a diminuire; i genitori ci penseranno bene prima di iscrivervi il proprio figlio senza sapere dove materialmente frequenterà le lezioni….».

«Pregiatissimo presidente e pregiatissimo sindaco, siete genitori anche voi: non ditemi che, allo stato attuale, non fareste di tutto per far cambiare idea ai vostri figli qualora vi dicessero di volersi iscrivere al Liceo Scientifico Livi dove è presente anche l’indirizzo biomedico. Continuo a sperare che si possa risolvere al meglio questo problema prima del prossimo 15 settembre».

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