Finanza
Silli: «I profughi afghani devono essere accolti a braccia aperte»
prato. Chi fugge dall’Afghanistan va accolto, e va accolto a braccia aperte. Lo sostiene Giorgio Silli (nella foto), deputato pratese di Coraggio Italia e membro della Commissione Difesa sulla scia delle polemiche per l’arrivo in Italia dei rifugiati afghani.
«Per l’ennesima volta il populismo si spreca – È come sempre una gara a chi esagera da una parte o dall’altra. Seguo la vicenda Afghanistan dallo scorso sabato con il gabinetto del ministro Guerini e i miei pensieri sono andati fin da subito a quelle persone che stanno rischiando la vita e non solo. Non scherziamo! Chi fugge dall’Afghanistan va accolto e va accolto a braccia aperte. Ci hanno aiutato, si sono esposti, noi ce ne siamo andati e c’è qualcuno che vorrebbe lasciarli alla mercè dei loro carnefici? C’è una bella differenza fra migrante economico e chi fugge da morte, torture e violenze certe. Siamo sempre stati e rimaniamo di questo avviso: l’immigrazione va gestita con intelligenza, lungimiranza, discernimento e grano salis, non usata come merce di scambio elettorale o come alibi morale. Del resto stiamo parlando di un numero di cittadini afghani nell’ordine delle centinaia, che arriveranno per via aerea già nei vari paesi occidentali di destinazione. Assolutamente niente a che vedere con quello che abbiamo visto negli ultimi anni».
Un paio di giorni fa il sindaco Matteo Biffoni, delegato all’immigrazione per l’Associazione dei Comuni italiani, aveva dato la disponibilità dei sindaci all’accoglienza, subito bacchettato dal consigliere comunale leghista Marco Curcio.
«Non può e non deve essere un “porte aperte” incondizionato – dice invece il senatore Patrizio La Pietra di Fratelli d’Italia – Serve programmazione, visione d’insieme e massima trasparenza per evitare che l’ennesimo conflitto diventi un peso sulle spalle dei cittadini che non devono finire sotto il ricatto della solidarietà».
«È chiaro che l’accoglienza delle famiglie è argomento dannatamente populista che difficilmente trova voci contrarie – dice La Pietra – ma accanto a questo non possono mancare altri elementi come chiarezza, programmazione economica, programmazione in fatto di alloggi, sanità, istruzione, elementi che nelle passate politiche di accoglienza sono mancati trasformando la solidarietà in una macchina sfornasoldi. Per accogliere ci devono essere le condizioni, il resto è populismo di cui i cittadini fanno volentieri a meno».
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