La manifestazione
Rintracciati due latitanti, devono scontare 7 anni di reclusione
In manette lo "zio", un libanese di 66 anni che si era reso responsabile di decine di scippi e borseggi nel centro di Prato. Alla Dogaia anche un marocchino residente a Pistoia che voleva sfuggire ai controlli
PRATO. I poliziotti della squadra mobile hanno rintracciato lunedì pomeriggio, in due distinte operazioni, un libanese di 66 anni e un marocchino di 35 sui quali pendevano altrettanti ordini di carcerazione. I due devono scontare complessivamente oltre sette anni di reclusione per reati contro il patrimonio.
Il primo a essere controllato è stato il libanese, in via Magnolfi. In centro storico era diventato un personaggio abbastanza noto, soprannominato lo "zio", per una lunghissima serie di scippi e borseggi ai danni dei passanti, commessi soprattutto tra il 2016 e il 2017. La giustizia ha poi fatto il suo corso e le condanne sono diventate esecutive, facendo scattare l'ordine di carcerazione emesso dalla Procura ed eseguito dalla squadra mobile. Lo "zio" è stato dunque accompagnato alla Dogaia, dove resterà per un bel po' (tre anni, otto mesi e 14 giorni)
Il secondo straniero rintracciato è un marocchino di 35 anni residente a Pistoia, dove ha compiuto diversi reati contro il patrimonio. Sentendo avvicinarsi l'esecuzione della condanna, il nordafricano ha pensato di spostarsi a Prato nella speranza di dare meno nell'occhio, ma è incappato in un controllo in viale Marconi e dalla banca dati è emerso che nei suoi confronti c'era l'ordine di carcerazione. Anche lui deve scontare tre anni e otto mesi ed è stato portato alla Dogaia.
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