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Livi Brunelleschi, una scuola spezzatino Ecco la sesta sede ma la preside non ci sta

Maria Lardara PRATO.
Livi Brunelleschi, una scuola spezzatino Ecco la sesta sede ma la preside non ci sta

Cinque aule nei locali di un’associazione italo-cinese, anche gli insegnanti protestano per i troppi spostamenti

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In principio erano le ex officine meccaniche Bigagli. Poi, in quell’area bonificata dall’amianto nel 2016 grazie al Comune e successivamente acquistata da un privato, venne un’associazione italo-cinese che a settembre aprirà una scuola paritaria (Ars Genius) dove si insegnerà italiano, cinese e inglese. Ma negli spazi di via delle Fonti 274 nascerà anche la sesta sede del liceo Livi/Brunelleschi: l’unico linguistico della città dove, ironia della sorte, si studia anche il cinese. Sì, la sesta: ormai l’etichetta di istituto “spezzatino” calza a pennello per il liceo (scientifico, linguistico e artistico) sempre più gettonato per la sua offerta formativa. Così, la terza sede del Livi sarà collocata alle spalle della Questura in una struttura che la commissione tecnica provinciale ha ritenuto idonea per ospitare cinque aule, dopo che a metà maggio la Provincia aveva pubblicato una manifestazione d’interesse per cercare locali in affitto. Non basterà. Una sesta aula sarà ricavata nella sede principale di via Marini dagli spazi del bar. Così, se il liceo linguistico e scientifico Livi sarà suddiviso su tre sedi (via Marini, plesso del Rodarino e plesso di via delle Fonti), docenti e studenti del Brunelleschi continueranno a fare la spola fra la sede principale di via Maroncelli (Montemurlo), la succursale di via Napoli (sempre a Montemurlo) e via Galcianese (ex caserma dei vigili del fuoco).

Perché alle Badie. Nei locali dell’associazione italo-cinese Ars Genius prenderà casa la seconda succursale del Livi. «Avevamo degli spazi extra che abbiamo messo a disposizione alla Provincia», spiega il presidente Paolo Malpaganti. Gli studenti delle superiori non avranno nessun rapporto con i bambini della materna e della primaria. «Quelli individuati sono spazi autonomi, senza alcun tipo di promiscuità: era uno dei requisiti del bando – ricorda il vicepresidente della Provincia Giovanni Morganti – Era l’unica soluzione percorribile, dal punto di vista tecnico e temporale: la struttura dotata di aule di oltre 50 metri quadrati e di una palestra è facilmente raggiungibile dalla Declassata e con la Lam Blu». Scartate, per ragioni tecniche e di tempistica, altre due opzioni pervenute sui tavoli della Provincia mentre il progetto della nuova sede (davanti all’ex cassa edile) resta candidato per i finanziamenti del Recovery Plan.

La protesta dei prof. Amareggiata la preside Mariagrazia Ciambellotti che con la Provincia aveva avuto un incontro il 5 agosto. La dirigente sta ricevendo mail infuocate di docenti stanchi di dover fare il giro delle sette chiese fra Prato e Montemurlo. Da quest’anno la “sesta chiesa” sarà il nuovo plesso alle Badie. C’è chi ha opposto un chiaro rifiuto, c’è chi sta pensando di lasciare. «Mi chiedo perché proprio il Livi venga penalizzato in questo modo, dopo i risultati raggiunti negli ultimi anni – osserva la preside – Avremo disagi enormi sia per gli studenti che per i docenti». E la Flc Cgil spiega il perché: se un docente che si muove tra Prato e Montemurlo ha un orario di lavoro per 3 ore, si ritroverà il “buco” di un’ora in più per gli spostamenti. «Un disagio in termini di logistica e di personale – sottolinea la segretaria Filomena Di Santo – Penso in particolare all’organico Ata dei collaboratori scolastici che dovranno sorvegliare i ragazzi su più sedi».



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