Sicurezza
Texprint, revocata l’interdittiva della Prefettura
prato. Venerdì scorso la Prefettura ha accolto l’istanza di riesame avanzata dalla stamperia Texprint e ha revocato l’interdittiva antimafia adottata nel marzo scorso. Ha dare la notizia è stata la stessa Texprint, che «esprime massima soddisfazione per il provvedimento favorevole». Un provvedimento che si baserebbe sul «contenuto delle motivazioni della sentenza emessa dal Tribunale di Milano di piena assoluzione di Zhang Sang Yu», cioè il dipendente che era stato sospettato di aver avuto relazioni pericolose con due imprenditori vicini alle cosche della ’ndrangheta calabrese.
«Negli ultimi mesi – scrive la Texprint – la vicenda correlata all’interdittiva era stata pretestuosamente strumentalizzata da parte dei Si Cobas, provocando alla società ingenti danni, anche sotto il profilo dell’immagine. Tuttavia, come più volte ribadito, la Texprint ha sempre avuto massima fiducia e rispetto nei confronti di tutte le istituzioni e la decisione della Prefettura restituisce dignità e giustizia alla società, al suo management e ai suoi oltre 60 dipendenti».
Il sindacato Si Cobas, che da gennaio sta sostenendo la vertenza di un gruppo di lavoratori pachistani che denunciano condizioni di sfruttamento e in seguito sono stati licenziati, però non demorde e in una nota definisce «bizzarra» la decisione della Prefettura, che «dopo aver difeso la sua interdittiva al Tar e al Consiglio di Stato “cambia idea” e la revoca su richiesta dell’azienda. Non sappiamo se ci sono precedenti di qualcosa del genere. Ma il fatto resta esilarante».
«Mentre ai cancelli della Texprint i lavoratori resistono a un caldo tropicale – commenta il sindacato – la lunga opera di lobbying sulle istituzioni locali dell’azienda continua a portare buoni frutti».
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