Sicurezza
Niente cocomeri a Ferragosto, in piazza c’è il castagnaccio
La nuova iniziativa è dello storico di tradizioni locali Urano Corsi: «Mi piacerebbe che diventasse un appuntamento fisso»
PRATO. Metti una fettina di castagnaccio a Santa Maria. Che per i pratesi coincide da sempre con la festività di Ferragosto. Dolce autunnale fuori stagione? Può darsi ma una goliardata è una goliardata, anche con il caldo torrido di questi giorni. E poi il “ghirighio” (come viene chiamato in zona il castagnaccio) fa parte della tradizione pratese, quella che è cucita addosso a Urano Corsi, esperto di usanze locali, past president del Panathlon da sempre innamorato del centro storico dove vive. È lui a organizzare un ritrovo goloso per i pratesi (tanti) rimasti in città magari orfani della cocomerata di Ferragosto il cui rito non si rinnoverà quest’anno a causa del Covid. O meglio, a fare il sacrificio di accendere il forno con il caldo infernale di questi giorni sarà la moglie Mariella, pronta a impastare farina di castagne della Val di Bisenzio, olio, acqua, pinoli e uvetta per sfornare almeno due chilogrammi di castagnaccio.
«Mi preme subito puntualizzare che questo non è un appuntamento alternativo o in contrasto con la tradizione della cocomerata organizzata dal Comune – precisa Urano Corsi – tanto che due anni fa fu distribuito il castagnaccio in concomitanza con l’iniziativa della cocomerata». Il ritrovo è fissato per domani alle 18.30, in piazza del Comune. Distanziamento garantito e ciascuna delle 70 fettine avrà uno stuzzicadenti a prova di Covid per evitare il contatto con la prelibata pietanza, il dolce povero toscano per eccellenza. L’idea del castagnaccio sotto il solleone non è casuale. Alla fine di agosto Urano è solito andare in vacanza in Sicilia, per l’esattezza nella zona di Trapani, dove vive da molti anni la sorella, golosa di castagnaccio. Che per questo non manca mai dal bagaglio del viaggio di Urano verso le terre del Sud. Una fettina di castagnaccio dunque per addolcire la permanenza dei pratesi (tanti) rimasti in città.
«Mi piacerebbe che la degustazione non rimanesse un’iniziativa estemporanea – sottolinea Corsi - ma fosse un’occasione per far venire voglia di raccontare aneddoti e curiosità su come si festeggiava una volta Santa Maria nelle case dei pratesi». Compagnia assicurata dunque all’ombra della fontana del Bacchino, dove sarà posizionato un banchino per la distribuzione delle fettine nel pieno rispetto delle regole anti-Covid e con un dispenser di gel igienizzante pronto all’uso. Troppo caldo a Ferragosto? Nel 2019 il castagnaccio sfornato in casa Corsi andò a ruba.
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