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Ispettorato: a Prato riscontrate irregolarità in 64 aziende su altrettante controllate
I controlli sono avvenuti nel corso di sei settimane, nel quali gli ispettori hanno trovato anche 250 lavoratori in nero su 570. Quattro gli imprenditori arrestati
PRATO. Bottino pieno per l'Ispettorato del lavoro, che negli ultimi mesi ha riscontrato irregolarità in 64 aziende manifatturiere pratesi su altrettante controllate. I controlli sono avvenuti fra maggio e luglio nell'ambito di una più vasta operazione avvenuta fra i mesi di maggio e giugno finanziata dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che ha interessato non solo Prato ma anche altre province della Toscana (Arezzo, Livorno, Pisa) e italiane. Oltre all'Ispettorato, vi hanno partecipato personale ispettivo dell’Inps, dell’Inail, delle Asl e i militari del Nucleo ispettorato del lavoro e del Comando provinciale dei carabinieri di Prato, con
la partecipazione dei mediatori culturali messi a disposizione dall’Oim.
L’attività di vigilanza straordinaria, svolta nell’arco di sei settimane tra i mesi di maggio e luglio, ha
interessato principalmente il comune di Prato e ha riguardato 64 aziende manifatturiere, risultate
tutte irregolari. Nel corso degli accertamenti sono state controllate le posizioni lavorative di 570 lavoratori, di cui
394 provenienti da Paesi extra-Unione europea.. Per 250 lavoratori, sono stati riscontrati illeciti per lavoro “in
nero”, violazioni in materia di orario di lavoro e di sicurezza nel luogo di lavoro.
Per quattro imprenditori è scattato l’arresto in flagranza per l’impiego di lavoratori privi di permesso di
soggiorno. Oltre alle sanzioni irrogate, sono stati emanati 32 provvedimenti di sospensione dell’attività di altrettante aziende per la presenza accertata di 161 lavoratori completamente “in nero”, tra cui 40 operai provenienti da Paesi extra-UE privi di permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Al termine degli accertamenti attualmente in corso, sarà possibile verificare l’emergere di ulteriori ipotesi di irregolarità, in particolare di possibili vittime di sfruttamento in stato di bisogno, punto dall'aricolo 603-bis del codice penale.
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