Sicurezza
Covid, impennata di casi a Prato: pochi vaccini
E gli ambulanti di Confcommercio alzano la voce contro il Green pass: impossibile controllare nelle fiere all’aperto
PRATO. Impennata di casi di positività al coronavirus in Toscana e in provincia di Prato. Il bollettino quotidiano della Regione sull'epidemia segnala 63 nuovi casi nei sette comuni della provincia (rispetto ai 40 del giorno prima) che portano il totale a 23.101, mentre in Toscana sono 748 (rispetto ai 661 del giorno prima) i nuovi contagiati. Segnalata una vittima, un uomo di 57 anni in provincia di Arezzo.
Sono stati eseguiti 8.656 tamponi molecolari e 4.862 tamponi antigenici rapidi, con una percentuale di positività sulle prime diagnosi del 10,9%. Gli attualmente positivi sono 5.777 (+12,9%). All’ospedale Santo Stefano sono 18 i pazienti ricoverati nell’area Covid, uno in Terapia intensiva e otto alle cure intermedie del Centro Pegaso.
Vaccini, siamo indietro. La Fondazione Gimbe fa notare che la Toscana è indietro sui vaccini: se in Italia il 52,3% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale, in Toscana siamo fermi al 47,6%. Tutte le province sono sopra alla soglia di incidenza di 50 casi settimanali ogni centomila abitanti. Il ritardo sui vaccini è evidente soprattutto tra gli under 20: la Toscana è seconda in Italia per quota di non vaccinati nella fascia 12-19 (81,7%).
Ambulanti contro il Green pass. Intanto la Confcommercio alza la voce contro il Green pass per gli eventi fieristici all’aperto. «Non possiamo rischiare l’annullamento degli appuntamenti in programma da qui a fine anno, per molti operatori significherebbe non rialzarsi – dice Stefano Castellani – vice presidente della Fiva, la federazione che rappresenta gli operatori su aree pubbliche a Prato e Pistoia – Dopo otto mesi di stop alle fiere (seguiti al lockdown del 2020), non vogliamo più essere trattati come l’ultima ruota del carro».
«Forse non ci si rende conto del peso che questa norma ha sul nostro settore – spiega Catellani – Alla lettera non è previsto lo stop alle fiere ma nella pratica diventa impossibile regolamentare gli accessi e verificare il Green Pass. Queste, infatti, spesso si svolgono in vie o piazze nelle quali è complesso controllare i passanti o chiunque frequenti l’area e, oggi, non c’è tempo per cercare location alternative. Il risultato? Molti operatori vedono sfumarsi davanti agli occhi occasioni di lavoro preziose, nella stagione di massimo potenziale per la loro attività. L’aspetto più grave è che dopo le limitazioni a cui siamo stati soggetti, il nostro comparto non può permettersi di fare a meno degli eventi fieristici da ora a fine anno. Chiediamo quindi al Governo e alle Amministrazioni di rivedere le disposizioni contenute nell’ultimo decreto, e di farlo in fretta, per consentire lo svolgimento delle nostre attività. Fermarci adesso per molti di noi significa farlo definitivamente».
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