Finanza
La Cofil festeggia e assume
Prato: nozze d’oro a Villa Pazzi coi dipendenti mentre l’azienda investe e si espande
PRATO. Nome, cognome e reparto di appartenenza: in azienda si sta come in famiglia. Donne e uomini che entrano in un quadro donato dai dipendenti in una notte di mezza estate con tanto di dedica speciale per festeggiare le nozze d’oro della Cofil. Mezzo secolo e non sentirlo per l’azienda fondata da Nello Corrieri nel 1971, reduce da importanti investimenti con dieci assunzioni nell’ultimo periodo. Altre ce ne saranno, in autunno: numeri che, al momento, non si possono quantificare. «In previsione dell’arrivo di altri macchinari, ci sarà sicuramente necessità di rafforzare alcuni reparti interni inserendo alcune maestranze», fa sapere Federico Corrieri che insieme al fratello e socio Massimo è al timone di un’azienda in espansione che dà lavoro a 140 persone ed è cresciuta soprattutto negli ultimi 15 anni. E pensare che erano nati in un piccolo stanzone artigianale di via Michelangelo con i dipendenti che all’epoca si contavano sul palmo della mano. Poi il trasferimento in via dell’Agricoltura e poi in via dell’Artigianato, dove è l’attuale sede in procinto di allargarsi. Una festa da ricordare quella che si è svolta venerdì sera a villa Pazzi al Parugiano, alla presenza del sindaco di Montemurlo Simone Calamai, dipendenti, fornitori e clienti. Sulla torta del cinquantesimo soffiano venti di fiducia e ripresa dopo la crisi innescata dalla pandemia.
Uno dei punti di forza della Cofil è il ciclo di lavorazione verticale con due reparti di filatura ben strutturati per articoli fantasia che consentono di far fronte a eventuali picchi di produzione. Visto che l’indotto di contoterzisti è sempre più assottigliato e rarefatto nel distretto, si gioca la carta del potenziamento dei reparti interni. Non che è il calo di lavoro dovuto al Covid non abbia scalfito la Cofil nel 2020, l’annus horribilis del tessile che ha dovuto spegnere i motori per un mese e mezzo. C’è stato un segno meno nel fatturato (passato da circa 36 a 28 milioni di euro) ma l’anno si è chiuso con un utile di esercizio mentre le premesse per il 2021 sono più che buone. «La nostra produzione di filati fantasia spazia dall’aguglieria al pronto moda, dal programmato all’arredo», prosegue Corrieri. Parola d’ordine: varietà della tipologia di filati e consegna immediata degli articoli sempre presenti in magazzino. Oltre diecimila metri quadrati di impianti non bastano più per la Cofil che nel 2019 è stata premiata con lo Stefanino d’oro: l’azienda amplierà i propri locali con un nuovo edificio di 2.250 metri quadrati in via Mattei a due passi dall’attuale insediamento produttivo, com’è nelle previsioni della variante 1 al piano operativo approvato dall’amministrazione comunale. Motivo in più per festeggiare l’altra sera. Ammette Corrieri: «È stata una grande emozione condividere un traguardo così importante con tutta la squadra dei nostri dipendenti, clienti e fornitori». --
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