Il Tirreno

Prato

POLO DI REGGIANA

Scuola in legno prevista in tempi record, risolverà i problemi di sovraffollamento

maria lardara
un rendering sul volto definitivo della “scuola di legno”
◗
un rendering sul volto definitivo della “scuola di legno”

I lavori devono concludersi in 300 giorni. I ragazzi del Dagomari costretti a migrare al Centro Ventrone. Tre ipotesi per il Livi

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Fine luglio. Il parcheggio del polo scolastico di via Reggiana è semideserto mentre si scava sotto il sole sui terreni accanto al Gramsci-Keynes che guardano verso il piazzale Abbè Pierre. Le scuole sono chiuse, i cantieri sono aperti. Quello per realizzare la "scuola di legno" è iniziato ai primi di luglio: un investimento di 2,3 milioni di euro finanziato con fondi della Provincia per dare una risposta ai problemi di sovraffollamento degli istituti superiori.

LA SCUOLA DI LEGNO

Un edificio ecocompatibile che accoglierà dieci spaziose aule suddivise su due livelli (ciascuna sarà grande 50 metri quadrati), cinque per piano. Un anno fa, di questi tempi, la previsione di palazzo Banci Buonamici sarebbe stata quella di poter utilizzare il nuovo plesso per settembre 2021. Ma c’è voluto un anno tra l’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo, l’aggiudicazione dei lavori affidati alla ditta 2Emme Edilizia e l’inizio effettivo del cantiere che durerà circa 300 giorni.

DAGOMARI

Almeno sull’immediato, la "scuola di legno" non potrà fare da valvola di sfogo ai problemi di spazio del Dagomari costretto a "migrare" ancora una volta al centro Ventrone (cinque aule al primo piano). L’istituto fresco di cambio di dirigenza (Claudia Del Pace è subentrata a Maria Gabriella Fabbri in pensione) avrebbe avuto necessità anche del piano terra ma la buona notizia è che l’11 agosto termineranno i lavori di adeguamento alla normativa antincendio (500mila euro). «Lavori - puntualizza il presidente della Provincia Francesco Puggelli - che aumenteranno la capienza complessiva e la capacità di spazio dell’istituto».

LIVI: TRE IPOTESI

Il tempo stringe per trovare una collocazione aggiuntiva al Livi al quale è stato confermato l’utilizzo della succursale Rodarino (dieci aule), purtroppo non sufficiente per sistemare tutti gli studenti a fronte di quasi 230 iscritti in più per il prossimo anno scolastico. La coperta è corta: mancano almeno sei aule. Per questo la Provincia aveva aperto maggio una manifestazione d’interesse in modo da individuare una sede temporanea: in campo tre ipotesi di localizzazione, due a Prato e una a Montemurlo. Un invito ad accelerare arriva anche dalla Flc - Cgil. «Attendiamo di essere riconvocati dalla Provincia per fare il punto», fa sapere la segretaria Filomena Di Santo.

MARCONI

Il plesso del Marconcino tornerà tutto al professionale Marconi che, per il prossimo anno, potrà contare su laboratori all’avanguardia. La Provincia ha investito 20mila euro per completare e modernizzare le attrezzature del laboratorio di officina meccanica. «Siamo partiti da qui per finanziare investimenti sui macchinari dei laboratori scolastici - sottolinea Puggelli - È nei laboratori che si fa pratica, è lì che si impara quello che un giorno sarà stare in azienda». --

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa