Il Tirreno

Prato

il certificato verde

Green pass: i dubbi di ristoranti, palestre e organizzatori di eventi culturali

Azelio Biagioni
Ginnastica all'aperto alla palestra Universo
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Ginnastica all'aperto alla palestra Universo

Gei (ristorante Il Capriolo): «Di chi è il certificato, dobbiamo controllare l’identità dei clienti?» Fantauzzi (Cultart): «Che fare sulle capienze degli spazi per i concerti?»

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PRATO. Il 6 agosto per accedere a eventi o in alcuni luoghi chiusi (come ristoranti e musei) sarà necessario esibire il certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione anti Covid (almeno una dose da quindici giorni), oppure l’esito di un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti o l’avvenuta guarigione da sei mesi dal Coronavirus. Ma ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. Ne è certo Francesco Fantauzzi presidente di Fonderia Cultart che organizza i concerti di “Settembre. Prato è spettacolo”. «Aspettiamo la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale – dice Fantauzzi – Al momento si deduce che il Green pass sia obbligatorio per un concerto all’aperto con qualsiasi capienza di pubblico. E ci sono altri quesiti che devono trovare risposte. Inoltre – aggiunge – c’è l’incognita su chi deve controllare il certificato. Aspettiamo delle linee guida che spieghino cosa dovremo fare. La capienza di piazza Duomo prima del nuovo decreto era di mille posti a sedere contro i 4.800 (in piedi e seduti, ndr) di prima della pandemia – spiega il presidente di Fonderia – Ora pare si possa ampliare la capienza e arrivare a 2.500 persone ma non è chiaro se deve essere mantenuto il distanziamento tra un posto e l’altro».

Sul fronte degli impianti sportivi, Alessio Nencetti titolare della palestra Universo racconta di come abbia riaperto a fine maggio con misure molto restrittive: «E noi – dice – le abbiamo seguite scrupolosamente, forse anche di più. Ora si potrà accedere in palestra solo col Green pass, l’importante è che questa cosa ci permetta di lavorare perché arriviamo da mesi di crisi. Aspettiamo i dettagli del nuovo decreto». Universo ha riaperto a fine maggio e oltre agli abituali frequentatori il dato positivo è che ci sono stati nuovi iscritti. «Il problema – sostiene Nencetti – è che le palestre nelle nuove regole vengono mischiate ad altri settori completamente diversi. Chi va a un concerto ci va una volta, non come in palestra dove durante la settimana può venire con una certa frequenza». La cosa diventerà un problema, quindi, per quanti non vogliono vaccinarsi: se vorranno frequentare la palestra dovranno farsi i tamponi (a pagamento e il cui esito ha validità di 48 ore) per ottenere la certificazione e potervi accedere.

C’è, poi, il mondo della ristorazione. «Intanto – esordisce Tommaso Gei titolare del ristorante Il capriolo – per quello che abbiamo compreso dovremo applicare su uno smartphone un’installazione per leggere il Qr code del certificato. Ma sorgono due problemi: ci vuole chi verifica, quindi una persona fissa all’ingresso. Va, dunque, verificato se quel certificato corrisponde alla persona che lo ha mostrato e quindi andrebbe chiesto un documento d’identità. Ma a quale titolo si può fare non essendo pubblici ufficiali? Considerando anche che il soggetto potrebbe rifiutarsi di dare il documento. Qui – termina Gei - si parla della gestione di dati sensibili».

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di Redazione web