Gioco
Un nuovo tribunale e il centro del riciclo tessile con i soldi in arrivo dall’Europa
Ecco i 24 progetti del “Next Generation”: tra gli altri le giungle urbane, polo tecnologico all’ex Banci e la “città del quarto d’ora”
PRATO. Dal nuovo tribunale al polo di innovazione nell’ex Banci, dal centro europeo del riciclo del tessile alla “città del quarto d’ora” immaginando servizi di prossimità raggiungibili a piedi o in bicicletta in 15 minuti. In principio fu il Next Generation Eu, poi venne il Next Generation Prato approvato dalla giunta comunale il 6 luglio. La città si fa trovare pronta alla sfida del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e mette sul piatto dei finanziamenti europei un elenco di 24 progetti da circa 700 milioni di euro pensati per disegnare il suo volto futuro.
Molti di questi progetti, frutto di un lavoro di condivisione con associazioni di categoria, sindacati, enti pubblici e privati, sono immediatamente cantierabili. Il viaggio nella Prato “resiliente” inizia dall’ex Banci: s’immagina qui un polo per l’innovazione tecnologica, un punto di riferimento per il distretto e sull’economia circolare, efficienza energetica, transizione digitale applicato al tessile e alla moda. Un viaggio che passa dalla pubblica amministrazione digitalizzata definendo l’infrastruttura 5G per la connettività delle aziende del distretto, nel solco di iniziative già promosse dall’amministrazione comunale.
Quali interazioni tra atmosfera, vegetazione, aree urbanizzate e qualità dell’aria? A questa domanda risponderà “Prato digital twin”: un insieme di dati di monitoraggio e modelli matematici in grado di riprodurre il comportamento ambientale biofisico e biochimico del tessuto urbano. E poi turismo e cultura 4.0 per promuovere il turismo industriale, la riqualificazione dell’area del Fabbricone per farne un polo della drammaturgia. Sul fronte della transizione ecologica, Prato avrebbe tutte le carte in regola per diventare centro europeo del riciclo tessile con tecnologie all’avanguardia mentre si pensa a creare un’agenzia urbana del riuso per facilitare il recupero di immobili privati inutilizzati. E poi largo alle giungle urbane e a Prato Forest City per promuovere sani stili di vita grazie al modello 3-30-300: tre alberi visibili da ogni abitazione, 30 per cento di copertura arborea, distanza di 300 metri di ogni abitazione allo spazio verde più vicino.
L’undicesimo progetto? La demolizione del tribunale (l’edificio è di proprietà comunale) e la costruzione di un immobile nuovo secondo i parametri dell’edilizia sostenibile: si prende a esempio per questo intervento la demolizione selettiva dell’ex Misericordia e Dolce. Nella città del futuro riaprirà parzialmente il sistema delle gore nel sistema urbano come elementi di testimonianza storica ma anche nell’ottica di produrre energie rinnovabili. Semaforo verde per infrastrutture strategiche con il raddoppio del Ponte Lama. Anche la scuola entra nei sogni di Next Generation Prato: i nuovi edifici scolastici dovranno inserirsi in un sistema dei servizi di prossimità della “città del quarto d’ora” mentre i vecchi plessi dovranno essere ammodernati.
BIFFONI: «PROPOSTE VERE, NON CAMPATE IN ARIA»
Il Pnrr chiama, Prato risponde. Lo fa con quelle che il sindaco Matteo Biffoni definisce «proposte vere, non campate in aria». Se è vero che nel Recovery Fund la parte del leone la fanno la rivoluzione verde e la transizione ecologica, Prato parte già avvantaggiata. «Qui abbiamo intercettato in tempi non sospetti quelle che sono le sensibilità che animano il Pnrr. È per questo che abbiamo invitato qui i ministri Giorgetti e Cingolani». Fra i progetti più ambiziosi presentati ieri pomeriggio al centro Pecci, il centro europeo per il riciclo tessile. L’Italia è stata scelta da Bruxelles come uno dei cinque paesi dove far sorgere un centro per il recupero di scarti tessili in un’ottica di economia circolare. E dove se non a Prato? «Non può che essere qui il centro - ricorda il primo cittadino - Qui dobbiamo portare la ricerca, le teste, gli ingegneri».
Un progetto che interessa anche a Confindustria Toscana Nord ma non è l’unico. «C’interessa la creazione di reti digitali e l’impiego del 5G come incentivo alla trasformazione tecnologica del distretto», ricorda il consigliere delegato Francesco Marini. È a visione di sviluppo strategico ad affascinare il presidente della giunta regionale Eugenio Giani che ha fatto i complimenti dal palco del Pecci: «Farò tesoro di questi 24 punti: sono già un primo elemento per concretizzare un rapporto con Roma. Spero che altre città toscane facciano altrettanto sul piano progettuale. Qui c’è una visione di area, non si rimane nei confini di Prato. Quando Firenze e Prato si uniscono, non ce n’è per nessuno». Tutti i progetti devono essere cantierabili entro il 2022.
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