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Prato

tribunale

Chiesto il rito abbreviato per il giovane che creò una setta per abusare sugli adepti

Il palazzo di giustizia di Firenze a Novoli (foto d'archivio)
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Il palazzo di giustizia di Firenze a Novoli (foto d'archivio)

La richiesta dei legali del 23enne di Montemurlo nella corso dell'udienza preliminare. Tutte le presunte vittime, almeno 13 giovani, si costituiranno parte civile

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PRATO. Chiederà di essere processato con rito abbreviato Matteo Valdambrini, il giovane di 23 anni di Montemurlo finito agli arresti con l’accusa di essere stato a capo di una setta e di aver costretto i suoi adepti a subire atti sessuali, dopo averli convinti di essere il "diavolo" o il "vampiro". I suoi legali, avvocati Sigfrido Fenyes e Pier Nicola Badiani, hanno annunciato ieri, nel corso dell'udienza preliminare che proseguirà l’8 ottobre, l’intenzione di chiedere per il loro assistito il rito alternativo, che prevede tra l’altro la riduzione di un terzo della pena. Depositata dai difensori anche una consulenza medica relativa alle condizioni psicologiche del giovane.

Sempre in occasione dell’udienza preliminare tutte le presunte vittime del “diavolo” hanno manifestato la volontà di costituirsi parte civile, con ingenti richieste di danni. Per l’accusa il Valdambrini avrebbe abusato di almeno 13 giovani, tra cui due minorenni. Le indagini, coordinate prima dal pm Angela Pietroiusti e poi dal pm Eligio Paolini della Dda di Firenze, sono state condotte dalla squadra mobile della questura fiorentina.

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