Sicurezza
Negozianti delusi dai risultati dei saldi «Partiti troppo presto»
Secondo la Confcommercio il 70 per cento degli associati ha registrato incassi inferiori a quelli di un anno fa
prato. Il potere attrattivo dei saldi di fine stagione è cambiato: manca il boom delle vendite nei primi due weekend e per il 70% delle aziende del settore moda di Pistoia e Prato gli incassi sono stati inferiori allo stesso periodo del 2020. Sono le stime rese note dalla Confcommercio di Prato e Pistoia.
Una flessione, secondo l’associazione dei commercianti, giustificabile con le difficoltà generate dalla crisi del Covid, se non si tiene conto che lo scorso anno le vendite di fine stagione sono state spostate nel mese di agosto. E se tralasciamo la ripartenza delle cerimonie con la conseguente richiesta di capi per le occasioni in programma.
È questa una prima analisi emersa dall’indagine svolta da Federmoda-Confcommercio – la Federazione in rappresentanza delle imprese del settore moda di Pistoia e Prato – fra i propri associati.
«È evidente che quest’anno è mancato quel rimbalzo che ha caratterizzato l’uscita dal loockdown del 2020 – si legge nella nota – Le scelte dei clienti si orientano su articoli necessari o di proprio interesse ma, in ogni caso, siamo fuori dalla logica per cui si aspettano i saldi per dedicarsi allo shopping. Lo avevamo detto a maggio: dopo i lunghi mesi invernali caratterizzati dalla pandemia, la partenza delle vendite di fine stagione a inizio luglio avrebbe vanificato parte degli effetti benefici tradizionalmente riscontrati nelle prime settimane. Sarebbe stato meglio prevedere una partenza a metà mese per far passare il giusto tempo dalla ripresa delle occasioni di socialità e creare quell’aspettativa che, invece, è mancata del tutto».
«Il risultato – sostiene la Confcommercio – è stata la mancanza di differenziazione fra l’andamento delle vendite fra i mesi di giugno e luglio. Un dato, quest’ultimo, che apre una riflessione più ampia sulla necessità di ripensare i saldi come strumento di richiamo. Lo shock causato dalla pandemia sulle dinamiche di mercato ha accelerato un processo di cambiamento in atto da tempo sul quale, oggi, è necessario porre l’attenzione». —
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