La manifestazione
Già 13 aggressioni agli autisti della Cap
In azione baby gang sulla tratta tra Prato e la Valbisenzio Il prefetto invita l’azienda a isolare le cabine di guida
prato. Sono già 13 dall’inizio dell’anno le aggressioni verbali o fisiche ai danni degli autisti dei bus della Cap, in genere ad opera di baby gang, soprattutto sulla tratta che dalla stazione di Prato porta a Vaiano e Vernio per concludersi in provincia di Bologna. Il dato è emerso nel corso di un incontro in Prefettura tra i rappresentanti di Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti e della Cap.
Gli episodi segnalati riguardano «aggressioni verbali nei confronti di autisti e controllori, vandalismi ai danni delle vetture e da ultimo lancio di pietre contro gli autobus con la rottura dei finestrini che hanno rischiato di determinare più gravi conseguenze per i passeggeri e gli autisti».
Alla riunione hanno partecipato anche i rappresentanti delle forze di polizia e del Comune di Prato. Gli episodi segnalati si verificano, in particolare, sugli autobus che raggiungono le aree più periferiche del capoluogo e, soprattutto, sull’ultima corsa serale extraurbana che collega la Stazione di Prato con Vernio e Vaiano, concludendo poi il percorso in Emilia Romagna.
Autori degli stessi sono generalmente comitive di giovani che rientrano a casa, specie nei fine settimana, e soggetti in condizioni di marginalità sociale che si avvalgono del servizio di trasporto pubblico. I rappresentanti aziendali hanno confermato le preoccupazioni sollevate dalle organizzazioni sindacali. Gli stessi hanno comunicato, in particolare, che nel 2021 si sono già verificati 13 aggressioni ai danni del personale.
Il prefetto Adriana Cogode ha detto che il rafforzamento dei controlli non basta e ha invitato la Cap a intervenire, «in primo luogo, con l’approntamento di efficaci strumenti di difesa passiva, quali l’isolamento delle cabine guida ed il posizionamento di telecamere (utili anche l’identificazione dei responsabili di condotte illecite), e di idonee soluzioni organizzative, come l’utilizzo contemporaneo di più controllori sullo stesso mezzo per ottenere un miglior effetto deterrente su eventuali malintenzionati». «Occorre mettere a fuoco – ha sottolineato il prefetto – idonee strategie che coinvolgano tutti i soggetti attori della prevenzione. A tale scopo si è quindi convenuto di perseguire massima attenzione verso i temi della sicurezza urbana, confidando nella pronta attivazione da parte della società dei trasporti di idonee misure organizzative e di difesa passiva atte a prevenire situazioni di pericolo per gli utenti e per il personale in servizio». —
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