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Allarme per i sessantenni non vaccinati. L’Asl li andrà a cercare uno per uno

Maria Lardara
La vaccinazione al Pellegrinaio Novo
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La vaccinazione al Pellegrinaio Novo

In provincia di Prato ce ne sono cinquemila che non hanno preso la prima dose, altri 18.000 non hanno completato il ciclo

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PRATO. Li chiamano “esitanti”. No, non vengono dipinti come “no vax”. «Con quelli non merita perderci tempo: sono una piccolissima percentuale», sottolinea Giuseppe Vannucchi, responsabile del Centro Pegaso 2. Cercansi cinquemila over 60 nell’area pratese, orfani della prima dose. Ma all’appello ne mancano altri 18.000 che non hanno completato il ciclo con la seconda dose: su 30.254 residenti a Prato e provincia, soltanto il 42,82 per cento ha ricevuto la seconda somministrazione. Un dato, quello dell’Asl Toscana Centro aggiornato all’11 luglio, che si abbassa ulteriormente per i cinquantenni: su 40.068 residenti, solo il 33,27 per cento ha ricevuto la seconda dose necessaria per proteggersi dalla variante Delta.

Gli incerti. La strategia per “recuperare” i titubanti sarà affidata a un meccanismo di “chiamata attiva”. «Nel caso della fascia d’età 60-69, l’obiettivo è portare la percentuale di seconde dosi allo stesso livello di copertura dei settantenni e ottantenni – annuncia Vannucchi – Per convincerli stiamo pensando all’invio di lettere a casa». Intanto la variante Delta avanza e il fattore tempo diventa prezioso. Quel fattore tempo che è diventato motivo di discussione durante le sedute congiunte della commissione 4 e 5 presiedute da Maurizio Calussi e Rosanna Sciumbata. Fra i titubanti, anche coloro che poi vengono vaccinati in ambiente protetto: l’ospedale. «Ci arrivano anche da Pistoia ed Empoli – spiega Dante Mondanelli, della direzione sanitaria del Santo Stefano – Finora ne abbiamo vaccinati 400. Si tratta di pazienti che soffrono di allergie che mostravano una certa reticenza al vaccino: via via li stiamo recuperando».

I poli vaccinali. Secondo i numeri forniti dalla responsabile dell’ufficio igiene Rossella Cecconi, nei primi undici giorni di luglio sono state vaccinate 15mila persone al Pegaso 2 e al Pellegrinaio Nuovo. Visto che la previsione della Regione è di smantellare la struttura dei centri vaccinali entro il 30 settembre nell’ottica dei futuri richiami, da Prato si caldeggia una proroga per un altro mese (fino al 30 ottobre). «Questo ci permetterà di concentrarci sul difficile lavoro di recupero della fascia 50-60 – dice il vicesindaco Luigi Biancalani, presidente della Società della salute – Un lavoro per riagganciarli che vedrà il coinvolgimento dei medici di famiglia».

Oltre 200mila dosi. Erano circa 204mila i residenti immunizzati alla data del 4 luglio almeno con una prima dose, circa 215mila l’11 luglio. Ma non tutti si sono vaccinati in città. Ed è stato questo uno dei temi più dibattuti in commissione: il rapporto fra la capacità dei centri vaccinali e il numero dei vaccinati. Perché su quei 204mila, 111mila si sono immunizzati al Pellegrinaio Nuovo e Pegaso, 30mila al Santo Stefano, 36mila dai medici di base e 10mila nei presidi distrettuali. E gli altri 17mila cittadini? Si sono vaccinati fuori provincia. —


 

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