Finanza
Uomini violenti, c’è una soluzione: l’ammonimento
Firmato un protocollo tra la Questura e il Centro per la promozione della mediazione: colloqui mirati per far riflettere gli stalker
prato. Prevenire è meglio che reprimere, quando si può. Il principio si può applicare anche al fenomeno della violenza di genere e in questo senso va il protocollo Zeus firmato ieri tra la Questura e il Centro italiano per la promozione della mediazione, che prevede una collaborazione nell’assistenza alle persone che vengono “ammonite” dal questore perché si sono rese responsabili di maltrattamenti in famiglia o di reati persecutori. Da qualche tempo infatti c’è un nuovo strumento che può essere usato dalle Questure per bloccare sul nascere questo tipo di comportamenti, ancora prima che, ad esempio, una donna maltrattata decida di sporgere una querela. Nei casi di maltrattamenti in famiglia, quando ne sussistano le condizioni, il questore può anche notificare un ammonimento d’ufficio, senza che la parte offesa richieda il provvedimento. Serve invece il consenso della parte offesa nei casi di reati persecutori. La persona ammonita viene invitata a fare un colloquio con associazioni come il Centro per la promozione della mediazione e spesso funziona, come assicura Silvia Schiraldi, presidente della sezione pratese attiva da un paio d’anni. A Milano, per esempio, dove il sistema è attivo dal 2018, molti di quelli che sono stati invitati al colloquio ci sono effettivamente andati e sono pochi i recidivi, cioè quelli che hanno continuato a molestare le compagne o le ex fidanzate. È di qualche anno fa una modifica normativa applicata in questo ambito, cioè la possibilità di sottoporre a sorveglianza speciale anche gli stalker o chi si rende colpevole di maltrattamento. Nell’ultimo biennio a Prato sono state attivate sei di queste sorveglianze speciali, e altre cinque sono state proposte. Anche gli ammonimenti sono in aumento: sono stati 12 nel 2020 e sono già 11 quest’anno. —
P.N.
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