Sicurezza
La Gkn di Campi Bisenzio chiude e manda a casa (con una mail) 422 operai: fabbrica occupata
La Camera del lavoro Cgil: "Si assumono la responsabilità di un enorme danno sociale". La Cisl: "Comportamento da banditi". Giani: "Inaccettabile, il Governo deve intervenire subito"
PRATO. La Gkn chiude il proprio stabilimento di Campi Bisenzio e ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i propri 422 dipendenti. Lo rende noto Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze e Prato, secondo cui la multinazionale che produce componenti per l'automotive si assume "la responsabilità di un enorme danno sociale" ed economico, "con conseguenze nefaste per tutto l'indotto". Nella grande fabbrica di Campi Bisenzio lavorano decine di operai di Prato, che ora rischiano di perdere il posto di lavoro.
I MOTIVI
La società, di proprietà di un fondo inglese, ha motivato la decisione con la situazione del mercato automobilistico e la contrazione dei volumi e della domanda che gli operatori del settore considerano avviata verso un trend ribassista generalizzato, trend amplificato dalla pandemia e dai processi di cambiamento che l'emergenza sanitaria ha scatenato. Il trend negativo ha mostrato un carattere strutturale e irreversibile. La struttura organizzativa del gruppo appare "non più sostenibile". La sede e il sito produttivo di Campi Bisenzio saranno chiusi e gli esuberi - viene precisato - sono strutturali. Secondo l'azienda, non ci sono le condizioni per ricorrere agli ammortizzatori sociali per la totale cessazione dell'attività.
LICENZIATI VIA MAIL
La notizia del licenziamento è arrivata ai lavoratori con una mail, senza nessun preavviso, nemmeno a Confindustria. "Un comportamento vigliacco - hanno commentato il segretario regionale Fim Cisl Alessandro Beccastrini e la segretaria Fim Cisl di Firenze Flavia Capilli - senza rispetto per le persone e per il territorio. Una modalità banditesca della gestione dei rapporti che condanniamo senza appelli. Proprio questa mattina l'azienda aveva messo tutti i lavoratori in Par (permesso annuo retribuito) collettivo per le ferie estive e in fabbrica non c'era nessuno. Da informazioni che abbiamo raccolto pare che l'azienda voglia delocalizzare la produzione di Firenze, ma non sappiano dove. Una cosa che non ha nessuna logica, visto che non poco tempo fa sono stati effettuati importanti investimenti in macchinari e automatizzazione del sito fiorentino".
"Appena abbiamo appreso la notizia - proseguono i sindacalisti - lavoratori e sindacato si sono recati in fabbrica e entrati nel sito nonostante la presenza della security che però non ha bloccato gli accessi.Ora siamo in assemblea permanente in attesa di decidere le prossime azioni ed evitare che vengano a portare via i macchinari".
GIANI: "INACCETTABILE, IL GOVERNO DEVE INTERVENIRE"
Sul caso interviene anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, che si è messo in contatto con il ministero dello Sviluppo economico e con l’amministratore delegato della multinazionale Gkn. “Quanto accaduto - dichiara - è inaccettabile e di gravità inaudita. Senza comunicazione preventiva, si mandano a casa più di 400 persone. Ci opporremo con tutte le nostre forze e l’impegno della Regione sarà massimo. Con chiarezza e durezza abbiamo fatto conoscere alla direzione italiana della multinazionale quanto queste modalità e la sostanza di questo intervento siano inaccettabili. Il Governo - conclude Giani - deve intervenire, questo è un caso nazionale".
DAL MINISTERO: “ATTEGGIAMENTO GRUPPO GNK INACCETTABILE. PRONTI A SUPPORTARE REGIONE TOSCANA"
“Sono in contatto con il presidente Eugenio Giani per le vicende del gruppo Gnk, e gli ho confermato che il ministero dello Sviluppo economico è a supporto della Regione Toscana per la gestione della vertenza. Ritengo, e lo dico con forza, che licenziare dei dipendenti inviando delle email sia un comportamento assolutamente non accettabile e non rispettoso di 422 famiglie fiorentine” dichiara la viceministra allo Sviluppo economico, Alessandra Todde.
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UNA FABBRICA COSTRUITA DA FIAT
Lo stabilimento Gkn, che sorge su un'area di 80mila metri quadri nella zona industriale di Capalle, fu inaugurato nel 1996 e occupava allora circa 700 dipendenti: costruito da Fiat Auto per la produzione di componenti automobilistici, in particolare semiassi e giunti omocinetici, con il trasferimento della vecchia fabbrica fiorentina di Novoli dove oggi sorge il Polo universitario delle Scienze Sociali, fu ceduto nel 1994 a Gkn, che forniva all'epoca la quasi totalità del fabbisogno di giunti e semiassi omocinetici di Fiat in Italia.
Insomma, una doccia gelata per 422 famiglie. Che fa ancora più effetto se la rapportiamo a quanto raccontiamo nella vicina Pistoia: qui c'è una azienda che distribuisce ai lavoratori premi di risultato da record.
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