Gioco
Trenta centraline misureranno l'effetto dei nuovi alberi a Prato
Il Comune metterà a confronto i dati attuali sull'inquinamento con quelli futuri per capire l'impatto della forestazione
PRATO. Trenta centraline sparse sul territorio comunale misureranno gli effetti del piano di forestazione Prato Urban Jungle che il Comune ha deciso di adottare nei prossimi mesi. Le centraline, sviluppate dal partner di progetto CNR IBE, sono state presentate oggi, 1° luglio, e serviranno a monitorare lo stato dell'ambiente e la qualità dell'aria, prima, durante e dopo gli interventi di forestazione, con un approccio ex-ante ex-post in grado di quantificare i benefici degli interventi.
Sono in tutto 30 le centraline collocate in tutto il territorio comunale per misurare non solo i benefici degli interventi di forestazione nei siti pilota ma anche per misurare i dati ambientali su tutto il territorio comunale.
Le AIRQino, così le hanno chiamate, forniranno dati aperti e disponibili alla cittadinanza, e costituiranno un modello di rete osservativa a basso costo, replicabile anche in altre aree e contesti e gestibile anche dai cittadini stessi o da altre realtà associative del territorio.
Insieme a parametri tradizionali quali temperatura ed umidità dell’aria, verranno misurate le concentrazioni di polveri sottili (PM10 e PM2.5), di anidride carbonica (CO2) e dei principali inquinanti (ozono ed ossidi di azoto)
Attraverso lo sviluppo di un modello matematico in logica "digital twin", ovvero un gemello virtuale della porzione di tessuto urbano oggetto degli interventi, verrà creato un ambiente virtuale continuamente connesso a quello reale tramite le reti di sensori, ed in grado di simulare sia il contesto reale sia scenari virtuali contenenti nuove idee e nuovi progetti di futura espansione delle riforestazioni.
I ricercatori CNR stanno inoltre effettuando le campagne di prelievo di campioni di suolo nei vari siti di intervento, per sviluppare tecnologie ed interventi mirati in grado di monitorare e ristabilire i livelli di fertilità e biodiversità di suoli sia naturali sia compromessi. Ad esempio suoli che verranno restituiti ad una condizione di naturale contatto con l'atmosfera dopo anni di impermeabilizzazione tramite il de-sealing delle aree parcheggio ad esempio).
"Questo è un passo molto importante sia per il progetto Prato Urban Jungle che per la città di Prato che da oggi avrà un nuovo strumento di monitoraggio ambientale che si unirà a quelli già presenti - spiega l’assessore all’urbanistica, ambiente ed economia circolare Valerio Barberis - questo consentirà all’amministrazione di prendere decisioni più ponderate sul tema ambientale progettando o ri-progettando meglio gli spazi urbani che sono costantemente soggetti a cambiamenti”.
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