Attenzione
Il Lanificio dell’Olivo punta sull’alleanza tra Prato e Biella
prato. In principio fu la Filati Biagioli Modesto, passata nelle mani di Prada e Zegna che ne hanno acquisito la maggioranza. La notizia di una settimana fa riecheggiava ancora ieri mattina fra gli stand di Pitti Filati, in programma fino a domani. Altre acquisizioni si profilano all’orizzonte nella parte più strettamente manifatturiera della filiera (in questo caso, nel comparto dei filati). Protagonista dell’operazione sarà stavolta il Lanificio dell’Olivo, una presenza ormai consolidata nella pattuglia dei produttori di filati per maglieria provenienti dal distretto (alla Leopolda ne sono presenti 23). Ha grandi ambizioni l’azienda di Capalle controllata dal fondo finanziario Ethica Global Investments che, nel febbraio 2020, rilevò anche il 20 per cento rimasto alla famiglia fondatrice Taddeucci Sassolini. L’idea è quella di mettere in piedi un polo del filato italiano di qualità mettendo in rete tre aziende produttrici di eccellenza, pratesi e biellesi. Aziende complementari del settore, sotto l’egida del fondo Ethica. Fabio Campana, amministratore delegato del Lanificio dell’Olivo, non svela troppi dettagli di questa nuova acquisizione in corso ma, soprattutto, non si fa scappare i nomi delle aziende coinvolte. «Prematuro in questa fase. Mi preme sottolineare però come queste sinergie in termini di competenze non vadano a “snaturare” le identità delle singole aziende, anzi. Ogni azienda ha una storia da raccontare, un suo valore aggiunto in termini di “artigianalità” del prodotto come nel caso del distretto pratese dove abbiamo salde radici. Con queste operazioni la filiera si qualifica, esce da un ambito strettamente familiare e si proietta in una competizione ormai sempre più globale». Il filo conduttore dell’operazione? Uno sarà sicuramente la sostenibilità, tema caro a chi produce filati nel distretto pratese e su cui punta da sempre il Lanificio dell’Olivo. Che alla Leopolda vuole stupire con una nuova famiglia di filati (“Fancy Wool”) realizzata con materiali naturali come seta e lana.
A Pitti debuttano anche i nuovi vertici della Biagioli Modesto. Usa una metafora calcistica il neoamministratore delegato Renato Cotto, manager biellese che detiene il 5 per cento dell’azienda di Montale. «Se fossi un allenatore avendo in squadra due bravi come Ronaldo e Messi li farei giocare tutti e due. Per fare una squadra vincente ho bisogno di due bravi insieme». E i due “bravi” sono nomi come Prada e Zegna che giocano insieme alla Biagioli Modesto di Montale. Cotto è già all’opera per potenziare la rete di vendita dando una più marcata impronta d’internazionalizzazione. Altro che rivalità fra Prato e Biella. «Nel mondo del lusso – ammette Cotto – esiste ormai una flessibilità che va oltre i campanili». Per il filo di cashmere pregiato targato Biagioli Modesto ieri si sono visti anche francesi e tedeschi. —
M.L.
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