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Il ministro Speranza a Prato: "Entro l'estate la prima dose del vaccino a tutti gli italiani"
Il ministro della Salute ha visitato il Centro Covid Pegaso e l'ospedale di Prato: "Oggi è un bel giorno ma la mascherina sarà ancora fondamentale. Già 13 milioni e 700mila persone hanno scaricato il Green pass"
PRATO. "Il nostro obiettivo concreto è di vaccinare tutti gli italiani che lo vogliono con la prima dose entro la fine dell'estate". Lo ha detto il ministro della salute Roberto Speranza durante la visita all'ospedale Santo Stefano di Prato, dopo aver visitato il Centro Covid Pegaso di via Galcianese.
"Oggi è un giorno bello perché tutto il nostro Paese da oggi è in area bianca - ha aggiunto il ministro - e possiamo permetterci qualche libertà in più, ma dobbiamo continuare sulla strada della prudenza e della cautela perché la battaglia non è ancora vinta, il virus circola ancora in maniera significativa, siamo molto attenti con le varianti e a quello che sta accadendo in altri paesi in Europa e nel mondo, quindi è giusto continuare con questo percorso di gradualità facendo un passo alla volta ma con grandissima attenzione".
"Le mascherine, su cui da oggi facciamo un piccolo passo all'aperto - ha detto Speranza - sono e restano un elemento fondamentale della nostra strategia. Le mascherine sono e restano un elemento essenziale per combattere il Covid".
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"A questa mattina 13 milioni e 700.000 persone hanno già scaricato il "green pass" e io penso che questo sia già un fatto molto positivo - ha spiegato il ministro - perché segnala che c'è una grande attenzione e questo meccanismo che abbiamo costruito anche a livello europeo sta funzionando. E' chiaro che tutte le altre valutazioni verranno fatte passo dopo passo".
"Il commissario Figliuolo ha offerto i numeri in maniera molto puntuale, sono numeri che ci consentono di continuare questa battaglia" della vaccinazione anti-Covid "e di provare ad arrivare, come era previsto, nel mese di settembre ad un risultato che tutti aspettiamo, cioè offrire una dose di vaccino a tutti gli italiani che la chiedono, questo è il nostro obiettivo". "Il numero delle vaccinazioni - ha aggiunto Speranza - sta proseguendo in modo molto positivo, venerdì siamo arrivati a 590.000" al giorno, "nel week-end siamo stati comunque con dati molto alti". "Qui in Toscana il presidente Giani mi segnala che negli ultimi giorni siamo stati oltre 30.000 che è un risultato molto rilevante. Dobbiamo insistere - ha concluso - perché il messaggio è molto chiaro: il vaccino è e resta lo strumento più essenziale per chiudere al più presto questa stagione così drammatica".
Gli è stato poi chiesto come si possono vaccinare i senzatetto. "Noi siamo per vaccinare tutte le persone che ne fanno richiesta - ha risposto il ministro - Ogni persona sul suolo nazionale può contrarre il virus e potenzialmente trasmetterlo. Noi lavoriamo per portare il vaccino più in profondità possibile sulla nostra rete nazionale".
Medici e infermieri del Santo Stefano hanno atteso il ministro nell'atrio dell'ospedale, dove erano stati allestiti anche un palco e una platea con le sedie di plastica, ma Speranza era atteso a Firenze e così i sanitari si sono dovuti "accontentare" degli interventi delle autorità locali.
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"Oggi in Toscana supereremo il milione di persone che hanno completato il ciclo vaccinale - ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani - e contiamo di arrivare a vaccinare l'80% della popolazione dentro settembre. Oggi pomeriggio è convocata una riunione per riaprire le prenotazioni agli under 60. A giugno faremo complessivamente 900.000 vaccini, a luglio ne arriveranno un po' meno e ne dovremmo fare 650.000".
All'incontro era presente anche il sindaco Matteo Biffoni, che ha sollecitato il ministro a sbloccare i fondi per la legge regionale 20, che dovrebbe consentire di mettere a gara la realizzazione del Distretto socio-sanitario di San Paolo. "La sanità pubblica durante la pandemia ha dato una grande prova - ha detto Biffoni - Ora speriamo sia finita la stagione dei tagli".
La direttrice dell'ospedale Daniela Matarrese ha reso noto che al Santo Stefano restano sette pazienti ricoverati nell'Area Covid e quattro in Terapia intensiva Covid. Ora si tratta di far ripartire l'attività ordinaria, visto anche che ogni giorno ci sono tra i 240 e i 260 accessi al pronto soccorso. Nell'area chirurgica sono stati ricavati 86 posti letto e possono funzionare quattro sale operatorie, alle quali si può aggiungere una quinta per l'attività ambulatoriale complessa. Attualmente, ha spiegato il primario di Chirurgia Stefano Cantafio, ci sono circa 2.000 pazienti in attesa di interventi programmati e i medici non si tirano indietro. E' capitato che abbiano fatto anche interventi di domenica o di sabato, quando ci sono state le condizioni.
Finora alle cure intermedie del Centro Covid Pegaso sono passati 567 pazienti, nessuno dei quali è deceduto. Sono poco più di 70 i pazienti che sono stati trattati con le cellule monoclonali.
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