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Banca Intesa chiude due filiali La Cgil: rischio desertificazione

Paolo Nencioni PRATO.
Banca Intesa chiude due filiali La Cgil: rischio desertificazione

Entro fine anno cesserà l’attività degli sportelli di viale Vittorio Veneto e di via Galcianese 

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Entro la fine dell’anno sono destinate a chiudere due tra le filiali di banca più frequentate della città. Si tratta degli sportelli di Banca Intesa di viale Vittorio Veneto e di via Galcianese. La prima verrà accorpata alla sede centrale di via degli Alberti, la seconda alla sede di via Galcianese, in via Isidoro del Lungo.

Lo ha deciso la banca guidata da Carlo Messina nell’ambito di quello che viene definito un processo di razionalizzazione e che prevede il taglio di circa 400 filiali in Italia, di cui trenta in Toscana, molte delle quali a Firenze, oltre alle due di Prato.

È una tendenza comune a molti altri istituti di credito, che stanno cercando di concentrare le filiali nelle città più importanti, affidandosi sempre di più al telelavoro. Una «desertificazione», secondo la Fisac Cgil, uno dei sindacati che rappresentano i bancari, che desta qualche preoccupazione. Non tanto e non ora per le possibili ricadute a livello occupazionale, perché non sono previsti tagli del personale, ma per le difficoltà che potrebbe creare ai dipendenti e ai clienti della banca, costretti entrambi a spostamenti più lunghi per raggiungere la propria filiale. Tanto per fare un esempio, lo sportello di viale Vittorio Veneto è facilmente raggiungibile in macchina, mentre quello di via degli Alberti si trova nella Ztl.

Alle due annunciate chiusure si aggiunge poi quella della filiale di Iolo, che ha chiuso i battenti all’inizio del mese in seguito alla vendita dell’immobile di via XXVII Aprile dalla Popolare di Vicenza in liquidazione alla società KY del cinese Ni Xixi e alla Jd Number. Iolo di fatto si ritrova senza sportelli bancari. È stato venduto agli stessi compratori anche l’ex Palazzo del Commercio alla rotatoria del Pino, mentre due acquirenti italiani, David Vannini e Massimo Giurranna, hanno preso la vecchia sede di BpVi di Seano.

«Fino a qualche tempo fa Prato era una delle città con la più alta concentrazione di filiali – commenta Diego Viti della Fisac Cgil – Ora stiamo assistendo a questi cambiamenti e ci chiediamo quale sia il progetto. Di fatto la tendenza sembra quella di concentrare in poche importanti città gli sportelli, puntando sempre di più sullo smart working. I dipendenti sono costretti a trasferirsi, i clienti a fare spostamenti più lunghi. L’interrogativo è sul piano industriale di Banca Intesa che verrà presentato il prossimo anno. Se il buongiorno si vede dal mattino, dobbiamo aspettarci altre chiusure». —



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