Attenzione
Nella rete della Finanza nove evasori totali
Il bilancio annuale delle Fiamme gialle: crolla l'importo dei redditi sottratti al fisco. Sequestrati 18 milioni di mascherine
PRATO. Che l’economia pratese abbia avuto forti contraccolpi nel 2020, anno della pandemia, lo conferma anche il bilancio dell’attività della Guardia di Finanza. Rispetto agli anni passati, come era accaduto nel 2019 quando era stata accertata un’evasione fiscale per 154 milioni di euro, stavolta le Fiamme Gialle nel comparto fiscal-tributario sono hanno eseguito 115 interventi che hanno portato alla constatazione di oltre 13 milioni di euro di base imponibile sottratta ad imposizione ed un’evasione di oltre 5 milioni di Iva. Sono inoltre stati scoperti nove evasori totali completamente sconosciuti al fisco e due evasori paratotali; sette datori di lavoro sono stati denunciati per reati fiscali mentre sono stati scoperti 111 i lavoratori in nero e 96 quelli irregolari.
Questi alcuni dati del bilancio 2020 che sono emersi nel corso di una cerimonia, che si è tenuta nei locali del comando provinciale di via Ferrucci alla presenza della prefetta Adriana Cogode e dei finanzieri pratesi che hanno celebrato il 247° anniversario della fondazione del Corpo.
L’evento – presieduto dal comandante provinciale colonnello Massimo Licciardello – si è svolto in forma ridotta, nel rispetto delle vigenti norme anti-covid, con lo schieramento di una ristretta rappresentanza di militari in servizio e di componenti della locale sezione dell’associazione nazionale finanzieri in congedo. Nell’occasione sono state consegnate alcune delle ricompense di carattere morale concesse ai finanzieri pratesi protagonisti di recenti importanti operazioni di servizio.
È stato inoltre ricordato il sottotenente in congedo Angelo Russotto, presidente della Sezione di Prato dell’Anfi, recentemente scomparso a causa della pandemia. Reddito di cittadinanza percepito indebitamente. Una rilevante quota delle risorse della Guardia di Finanza pratese è stata indirizzata al contrasto degli indebiti accessi a prestazioni assistenziali, con l’obiettivo di tutelare, da un lato, gli interessi dello Stato a salvaguardia della spesa pubblica e dall’altro, coloro che hanno concretamente bisogno delle misure di sostegno. Numerosi i controlli avviati, la maggior parte dei quali ancora in corso ed in via di ultimazione, in modo particolare nei confronti di persone fisiche e giuridiche che si sono avvalse, sulla base della legislazione di emergenza, di finanziamenti garantiti e contributi a fondo perduto.
Ulteriori accertamenti hanno coinvolto i percettori di reddito di cittadinanza, cinque dei quali sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. È stata inoltre conclusa un’operazione di servizio in materia di Fondo di integrazione salariale (F. I. S.) nei confronti di un “centro elaborazione dati” cittadino, i cui responsabili – attestando la sospensione dell’attività lavorativa nella prima fase della grave emergenza epidemiologica avevano richiesto l’accesso al Fondo per i propri dipendenti, generando in tal modo un credito di imposta, pari alle integrazioni previste ed anticipate ai lavoratori, da utilizzare in compensazione di pregressi debiti maturati verso gli enti previdenziali.
Dalle indagini è emerso che, nel periodo coperto dall’intervento del Fondo, ben 10 dipendenti dello studio avevano normalmente continuato a prestare la propria attività lavorativa, in ufficio o da casa, ricevendo la normale retribuzione sebbene nella loro busta paga risultasse un importo ridotto.
I due soci dello studio sono stati denunziati alla locale Procura della Repubblica per il reato di “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”.
Diciotto milioni di mascherine sequestrate. Nel 2020 le Fiamme Gialle pratesi hanno inoltre sottoposto a sequestro, complessivamente, oltre 18 milioni di mascherine non a norma, il cui utilizzo avrebbe, in alcuni casi, comportato gravi rischi per la salute delle persone.
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