Attenzione
Uno su tre in trasferta per il vaccino
Il report dell’Asl certifica il fallimento della campagna anti-Covid, che ha costretto tanti a cercare le dosi fuori provincia
Oltre la metà dei residenti in provincia di Prato hanno ricevuto la prima dose del vaccino antiCovid e un quinto ha completato il ciclo vaccinale, ma un terzo di chi ha scelto di vaccinarsi è stato costretto a cercare un appuntamento fuori dalla provincia.
I numeri del Report sulla copertura vaccinale nell’Asl Toscana Centro, resi noti dalla stessa azienda sanitaria, sono impietosi e fotografano un risultato che, da qualunque prospettiva lo si guardi, certifica un fallimento nella capacità del sistema sanitario locale di fornire una risposta tempestiva ed efficace nella più importante prova a cui è stato sottoposto nella storia recente.
I numeri, dunque. Il Report dell’Asl prende in esame il periodo compreso tra il 27 dicembre e il 20 giugno. In questi quasi sei mesi hanno ricevuto la prima dose 125.932 pratesi (nel frattempo, a ieri, sono diventati 130.304) mentre la seconda dose è stata somministrata a 46.365 persone (il dato di ieri è di 52.753). Di quelle 125.000 prime dosi, però, solo 84.417 sono state somministrate nei tre centri vaccinali di Prato (ospedale, Pegaso e Pellegrinaio Novo). Contando le poche altre vaccinazioni fatte sul territorio, si può dire che un pratese su tre è stato costretto a uscire dai confini provinciali per trovare il vaccino. I più fortunati sono andati a Firenze o a Fucecchio, ma c’è anche chi è arrivato al Monte Amiata, all’Isola d’Elba o, come l’onorevole Giorgio Silli, a Carrara.
Sulle seconde dosi non va meglio, anzi. Stando al report dell’Asl sono 46.365 i pratesi che hanno completato il ciclo, ma nei tre centri vaccinali della provincia sono state somministrate appena 25.690 seconde dosi, dunque poco più della metà.
Questo probabilmente spiega in parte quello che i giornali vanno scrivendo ormai da settimane, e cioè che la percentuale di vaccinazioni tra i residenti in provincia di Prato è notevolmente inferiore alla media regionale, sulle prime dosi addirittura di dieci punti. Siccome la Regione continua a giurare che ogni provincia a ricevuto un numero di vaccini proporzionale alla popolazione (e sembra che anche la comunità cinese abbia aderito in maniera convinta), questo significa che molti pratesi con meno di 80 anni potrebbero aver rinunciato a farsi il vaccino pur di non intraprendere un lungo viaggio con la prospettiva di doverlo fare di nuovo per la seconda dose. Sugli over 80 invece non ci dovrebbero essere problemi perché in pratica sono stati vaccinati tutti.
Alla luce di questi numeri si può dire che sarebbe stato necessario allestire quantomeno un terzo centro vaccinale fuori dall’ospedale, oltre al Centro Pegaso di via Galcianese e al Pellegrinaio, che è stato aggiunto tardi e non ha sempre funzionato bene. —
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