Sicurezza
Covid, finalmente la luce in fondo al tunnel Prato torna a festeggiare un “doppio zero”
Dopo nove mesi non si registrano nuovi contagi e nuove vittime dell’epidemia. I ristoratori: «Fine della guerra mondiale»
Anche uno zero può fare la felicità, se significa che non ci sono nuovi contagiati dopo mesi di bollettini Covid nel quale la provincia di Prato era invariabilmente tra le più colpite in Toscana e in Italia. Ieri dunque è successo quello che tutti speravano, e cioè che non ci sono stati nuovi casi di positività al coronavirus (22.566 dall’inizio) e non si è allungato l’elenco dei decessi, fermo a 596. Non accadeva da circa nove mesi, dalla metà di settembre.
Questo ovviamente non significa che il Covid sia debellato. Già da oggi potrebbe ricominciare lo stillicidio di casi e probabilmente ci saranno altre vittime, ma la tendenza ormai è chiara. Una tendenza che, nonostante la campagna di vaccinazione in corso, ricalca quanto accaduto lo scorso anno, quando l’ultimo decesso attribuito al Covid prima della pausa estiva si verificò il 2 luglio. Era la vittima numero 52 e nessuno ancora sapeva o poteva immaginare che il numero delle vittime a Prato sarebbe decuplicato durante la seconda e la terza ondata. Ora tutti sperano che non arrivi la quarta, per colpa delle varianti, ma già adesso il livello di letalità della malattia, grazie ai vaccini, è molto diminuito.
Tra i primi a festeggiare è stato il sindaco Matteo Biffoni, che ha affidato a Facebook il suo commento: “Zero... mai come oggi questo numero è suonato così bene. Dopo un anno durissimo, finalmente oggi, a Prato, abbiamo zero nuovi contagi. Lo sappiamo, non è finita, ne siamo consapevoli. Ma se ripenso al dolore per chi non c’è più, alla nostra città deserta, ai negozi chiusi, agli abbracci negati, ai banchi e alle palestre vuote, allo sforzo immenso della Protezione civile, all’Ostensione straordinaria in una piazza buia e silenziosa... ecco, oggi questo zero è gioia immensa, è emozione pura. Non ci siamo mai potuti permettere di avere paura, ma il dato di oggi è conforto e rassicurazione. Adesso bisogna continuare con i vaccini e con un altro pochino di attenzione: è la strada per uscire definitivamente da questo incubo”.
Sorride anche la Toscana, che conta appena 25 nuovi casi (Prato è l’unica provincia senza incrementi) e due sole vittime, con un tasso di positività sulle prime diagnosi crollato allo 0, 5%.
Esultano anche baristi e ristoratori. Per Renzo Bellandi, presidente della Fiepet Confesercenti, «l’entrata di Prato in zona bianca sarà vissuta dalla ristorazione come la fine di una guerra mondiale. Ma dopo la distruzione bisogna rimboccarsi le maniche ed affrontare la ricostruzione. E per affrontare la ricostruzione occorre che le istituzioni siano sempre più al fianco delle nostre attività con ristori adeguati, con un abbattimento della Tari e con uno abbattimento alla burocrazia che ancora la fa da regina per le nostre attività. Commercianti e titolari di pub e ristoranti stanno ritrovando la luce in fondo al tunnel delle chiusure forzate e dei mancati incassi dei mesi scorsi. Ora c’è una voglia matta di ripartenza. Alla nostra clientela vorrei dire “comportiamoci e comportatevi in maniera civile senza arrecare danno e disturbo agli altri, dimostrando un segno di maturità degno degli abitanti di una grande città”. E alle istituzioni che occorre proseguire ed accelerare la campagna dei vaccini. Siamo a buon punto, non bisogna abbassare i ritmi raggiunti e solo così possiamo guardare con fiducia al nostro futuro ed al futuro delle nostre imprese». —
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