Il Tirreno

Prato

L’ingegnere boccia il sottopasso. Frasconi: "Rischia di allagarsi"

Alessandro Formichella
L’ingegnere boccia il sottopasso. Frasconi: "Rischia di allagarsi"

L’ex dirigente comunale dei Lavori pubblici ribadisce la sua contrarietà al progetto del Soccorso

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Una fognatura su via Roma al di sopra del piano di viabilità, un pozzo d’acqua lì da almeno cent’anni che preoccupa per la risalita della falda acquifera pratese e infine, causato da questa, il pericolo dell’allagamento del tunnel del Soccorso senza una particolare viabilità alternativa, eccetto le complanari.

Al ministero dell’Ambiente, l’osservazione alla Via (Valutazione d’impatto ambientale) sul raddoppio e interramento della Declassata fra via Marx e via Nenni porta la data di inserimento del 15 giugno, pochi giorni fa. E a firmarla non è un semplice cittadino, ma l’ingegnere Lorenzo Frasconi, uno dei tecnici del Comune in pensione che quel tratto del Soccorso lo conosce, lo ha studiato ed è sempre rimasto convinto che l’interramento fosse la scelta più costosa e più rischiosa.

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La fognatura su via Roma. Inviata il 12 giugno da Frasconi e inserita a sistema del ministero dell’Ambiente il 15, l’osservazione è composta dalla tradizionale modulistica e da un allegato, nel quale il tecnico specifica tutte le sue preoccupazioni sui lavori da eseguire, ma anche sulla futura gestione del tunnel.

«Per quanto attiene alla interferenza della fognatura OVI 80 x 120 che transita in via Roma, risulta che questa intercetti il sottopasso ad una quota superiore al piano viabile – scrive Frasconi – Appare non ben individuata la modalità di risoluzione di questa interferenza. (Ricostruendo la fognatura per un lungo tratto a monte e/o ed a valle? Realizzando una deviazione del tratto?). In questo caso i costi previsti sarebbero ben maggiori a quanto stimato (969.000 euro). Oltre al considerevole importo, emerge anche la difficoltà gestionale dell’intervento, data la profondità di scavo ed alla sua cantierizzazione, dato il contesto urbano fortemente edificato e la limitata disponibilità della sede stradale di intervento».

I costi del tunnel. Gli oltre 400 metri del sottopasso del Soccorso, il tunnel completamente illuminato di via Leonardo da Vinci, modificheranno il paesaggio e l’aspetto urbano di una buona parte della città.

Un vantaggio per di chi abita lungo la Declassata e per tutta l’area, considerando che altri progetti di riqualificazione urbana potrebbero essere finanziati proprio per il Soccorso, si veda al proposito il progetto “Pinqua” . E si tratta sempre di finanziamenti statali. Il costo complessivo del sottopasso è stato stimato in 46milioni e 400mila euro. Il finanziamento è a carico dello Stato. Sul tema, Frasconi torna senza batter ciglio. Il viadotto sarebbe costato meno, sarebbe stato meno impegnativo, avrebbe avuto tempi meno onerosi. Di certo, però, non avrebbe migliorato la vita del quartiere e di tutta la zona. Adesso, fra via Nenni e via Marx passano fra i 30mila e i 60mila veicoli al giorno. Per realizzare il tunnel sono stati previsti 1.100 giorni di cantiere.

Il pozzo e la falda. Nell’osservazione di Frasconi c’è poi il problema della falda acquifera e dell’impermeabilizzazione del tunnel. «Nella Via non è stato citato il pozzo di via dell’Autostrada, che era posto in prossimità dell’incrocio con via Roma e quindi della zona di intervento – scrive l’ingegnere – La proponente Anas asserisce che è consapevole della possibilità di questa risalita della falda acquifera e che provvederà “ad impermeabilizzare il sottopasso” ma non indica come attuerà questo intervento di impermeabilizzazione e come potrà garantirne la tenuta nel tempo della fase di esercizio del sottopasso».

Insomma, una bocciatura senza se e senza ma da parte del tecnico comunale in pensione, che nel dicembre 2016 è stato condannato in primo grado per la morte di tre donne cinesi nel sottopasso allagato di via Ciulli, nell’ottobre di sei anni prima. Una vicenda che evidentemente lo ha convinto della pericolosità dei sottopassi. —

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