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Prato

Vertenza Texprint, i Giovani democratici aprono una crepa nel Pd

I Giovani democratici al presidio davanti alla Texprint
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I Giovani democratici al presidio davanti alla Texprint

La segretaria Maria Logli: "A Prato c'è un problema di violenza, non possiamo limitarci ad aspettare e il partito non può stare a guardare"

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PRATO. Si è aperta una crepa nel Pd sulla vertenza Texprint. Ci hanno pensato i Giovani democratici che oggi, 19 giugno, hanno scritto: "Non possiamo limitarci ad aspettare: il Partito democratico, che oggi governa la città, non può stare a guardare". Lo dice la segretaria dei giovani Dem, Maria Logli, in implicita contrapposizione al sindaco Matteo Biffoni che finora ha mantenuto le distanze sia dagli scioperanti pachistani che dalla proprietà cinese della stamperia di via Sabadell, anche dopo i violenti scontri di mercoledì pomeriggio con tre operai finiti all'ospedale.

Ecco la nota diffusa dai giovani democratici. "Un pestaggio punitivo per aver bloccato un camion durante un picchetto che va avanti da mesi. Una aggressione violenta contro lavoratori in sciopero al presidio dei Cobas davanti alla Textprint. Oggi siamo qua per mostrare solidarietà ai lavoratori e per denunciare questa condotta criminale: tre di loro sono stati portati in ospedale. A Novara, venerdì mattina, una situazione drammaticamente simile è costata la vita ad un sindacalista, Adil Belakhdim, investito dal conducente di un camion che ha forzato il blocco, e che è poi fuggito senza prestare soccorso.Vergognoso e inaccettabile. E inaccettabile sarebbe ignorare quello che sta succedendo a Prato per paura di dare legittimità ai Si Cobas" spiega Aksel Fazio, responsabile lavoro GD Prato. "Sì, è un sindacato i cui responsabili, che non rischiano di perdere il lavoro, i documenti o di essere rimpatriati, espongono i lavoratori anziché far loro scudo; un sindacato che per 5 mesi non si è rivolto allo sportello anti-sfruttamento, lasciando i lavoratori senza la garanzia di poter mantenere un permesso di soggiorno, e che ha reiterato colpevoli ritardi nell'attivazione degli strumenti normativi a loro tutela. Ma per non legittimare un metodo sindacale, troppo a lungo ha regnato la paura di parlare, in un contesto in cui viene confermata l'interdittiva antimafia e in cui viene messa in campo alla luce del sole una condotta criminale, prevaricatrice e violenta. Ignorare questa situazione vuol dire abbandonare i lavoratori" conclude Fazio.

Gli fa eco la segretaria dei Giovani Dem, Maria Logli: "A Prato c'è un problema di violenza. C'è un problema di sommerso. E c'è un problema di sfruttamento. Sono mesi che è stato promosso in Consiglio Comunale l'odg per richiedere un impegno diretto dello Stato nel garantire un maggiore organico dell'ispettorato, e sono anni che chiediamo la realizzazione di un osservatorio di ricerca che tratti anche il tema dello sfruttamento nel distretto pratese. Ma non possiamo limitarci ad aspettare: il Partito democratico, che oggi governa la città, non può stare a guardare. L'ascolto, la legittimazione e la vicinanza a questi lavoratori è il minimo che ci si possa aspettare da una forza politica di sinistra".

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di Redazione web