Il Tirreno

Prato

si sbloccano gli impianti gida 

L’emergenza è finita per 50 spurghisti: da ieri vanno al Calice

F.A.

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PRATO. Cinquanta aziende pratesi, pistoiesi e fiorentine del Consorzio spurghisti associati da ieri pomeriggio hanno tirato un sospiro di sollievo. In virtù dell’ordinanza provvisoria, annunciata e attesa giorni ma firmata ieri dal presidente della Regione Eugenio Giani e uscita sul Burt regionale, l’impianto di Calice può riprendere fin da subito la sua normale attività di smaltimento dei fanghi di fossa settica e dei rifiuti provenienti dalla manutenzione delle reti fognarie. Fine delle code verso l’impianto di San Donnino gestito da Pubblacqua, un’emergenza durata una decina di giorni dopo l’approvazione l’approvazione delle modifiche alla legge regionale sul conferimento dei fanghi che, di fatto, richiedono norme molto più stringenti per gli impianti Gida, Baciacavallo ma anche il Calice, in seguito all’inchiesta Keu, lo scandalo sulle concerie del cuoio. Tutte le aziende del settore sono state informate e da ieri pomeriggio hanno ripreso regolarmente a usufruire dei servizi offerti da Gida. Nel frattempo i tecnici dell’azienda, dialogando con quelli della Regione, stanno procedendo a completare l’iter burocratico-amministrativo necessario ad aggiornare l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) come richiesto dalla nuova legge regionale sullo smaltimento dei rifiuti liquidi.

Come si legge nell’ordinanza del presidente Giani, la deroga all’impianto di Gida in attesa che si regolarizzi con la burocrazia (si tratta, in sostanza, di adeguare la polizza fidejuossoria), parte dal presupposto che «la corretta gestione dei liquami urbani deve essere garantita in via continuativa in modo da scongiurare problematiche di igiene e sanità pubblica e nel massimo rispetto e tutela dell’ambiente». Dopo una verifrica degli impianti presenti nella regione e col parere positivo dell’Arpat e dell’Asl, l’ordinanza ritiene possibile «il conferimento dei liquami derivanti dalla pulizia delle fosse settiche e delle reti fognarie all’impianto di Calice gestito da Gida senza soluzione di continuità». Insomma, per ora non cambierà nulla rispetto a prima della legge. —

F.A.

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