Il Tirreno

Prato

l’inchiesta sulla morte di luana 

Due manomissioni sull’orditoio Le anticipazioni sulla perizia tecnica

Altro servizio a pag.10

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prato. Due manomissioni, una al quadro elettrico e l’altra alla parte meccanica, sarebbero state individuate nell’orditoio a cui lavorava Luana D’Orazio, la giovane operai morta il 3 maggio nell’Orditura Luana di Montemurlo. I nuovi particolari emergono dal Tgr Rai della Toscana, in un servizio che riporta quelle che sarebbero le anticipazioni della consulenza tecnica commissionata dalla Procura.

Sull’orditoio sarebbe stata individuata una modifica al quadro elettrico che permetterebbe alla macchina di lavorare in automatico anche a saracinesca di protezione sollevata. In particolare con quella modifica il pulsante di avvio, che a saracinesca alzata dovrebbe essere inattivo, avrebbe funzionato lo stesso. Una manomissione, è l’ipotesi, compiuta per velocizzare il lavoro. Il secondo rilievo contenuto nell’anticipazione riguarderebbe la modalità con cui stava lavorando l’orditoio di Luana al momento dell’incidente: sembra che il macchinario lavorasse in automatico ma su questo punto si aspetterebbe una conferma di un parametro da Francoforte, città dove ha sede l’azienda che produce l’orditoio. «Attendiamo gli esiti dell’approfondimento che abbiamo commissionato per stabilire come agire» dice il procuratore Giuseppe Nicolosi, che coordina le indagini insieme al sostituto Vincenzo Nitti. Due i reati ipotizzati dalla magistratura, omicidio colposo e rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Tre, ad oggi, gli indagati per i quali ci sono già stati gli interrogatori: sono il manutentore dei macchinari della ditta Mario Cusumano, la titolare dell’orditura Luana Coppini e suo marito, Daniele Faggi, ritenuto il gestore di fatto. I primi due hanno risposto alle domande del pm, mentre Faggi, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La relazione del consulente tecnico della Procura è in fase di ultimazione ed è attesa a breve: il termine per il deposito è entro l’11 luglio. A mancare sono però ancora i rilievi della casa produttrice del macchinario, la tedesca Karl Mayer, che starebbe facendo il possibile per recuperare tutti i dati disponibili all’interno della memoria informatica dell’orditoio. L’ipotesi che i sistemi di sicurezza dei macchinari della ditta fossero stati manomessi per funzionare anche con i cancelli di protezione alzati era stata avanzata sin dalle prime fasi delle indagini. Ad essere manomesso, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, sarebbe stato anche un orditoio gemello rispetto a quello che ha ucciso la giovane Luana, a sua volta posto sotto sequestro per ordine della Procura. —

Altro servizio a pag.10

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