Il dolore
Nel 2020 in aumento volontari e donazioni
Il bilancio dell’Emporio della Solidarietà nell’anno più difficile dovuto dalla pandemia. Aiutate oltre seimila persone
PRATO. Nel momento del bisogno Prato riesce sempre a dare il meglio di sé. Lo sa bene l’Emporio della Solidarietà che nell’anno più difficile della nostra storia recente, quello segnato dalla pandemia, ha potuto contare su un vero e proprio «slancio di solidarietà» da parte dei pratesi e delle aziende del territorio. Nel 2020 il numero dei volontari che si sono offerti di dare una mano al supermercato per famiglie in difficoltà gestito dalla Caritas è aumentato del 40%, mentre la catena dei fornitori dei prodotti da distribuire ha generato un volume di donazioni di oltre 900mila euro in più rispetto all’anno precedente. Sono i dati che emergono dal bilancio sociale 2020 dell’Emporio presentato ieri mattina nella sede di via del Seminario alla presenza del comitato promotore del progetto, composto da Diocesi, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.
Il sostegno dei promotori. Per il funzionamento del progetto Emporio, composto da una zona supermercato, un grande magazzino e da una complessa ed efficiente organizzazione di gestione, approvvigionamento e distribuzione, gli enti promotori del servizio si impegnano versando un contributo annuo: Fondazione Cassa di Risparmio di Prato con 70mila euro, Comune con 50mila euro, Caritas con 20mila euro (e la gestione del servizio) e la Provincia con la concessione in comodato degli ambienti di via del Seminario.
«L’esperienza dell’Emporio ci ricorda quanto sia essenziale la collaborazione tra gli enti – ha osservato il vescovo Giovanni Nerbini – i grandi progetti si fanno solo se tutti collaborano, altrimenti sono solo dei piccoli progetti. Questo bilancio ci dice anche che abbiamo un grande tesoro da custodire: quello del volontariato, a tutti coloro che hanno dato una mano va il nostro grazie».
Seimila pratesi sostenuti. Che il 2020 sia stato un anno difficile ed eccezionale lo sappiamo tutti e anche l’Emporio lo può testimoniare attraverso questi numeri: nel periodo dell’emergenza sanitaria le famiglie che per la prima volta hanno chiesto di poter accedere al servizio sono state 480 rispetto alle 147 del 2019. C’è stato anche il ritorno di 25 nuclei familiari che avevano frequentato l’Emporio prima del 2015. In totale le tessere attivate lo scorso anno sono state 1777 (erano 1653 nel 2019) e contando una media di 3,5 componenti a famiglia possiamo dire che il supermercato solidale ha aiutato oltre 6000 persone. Gli italiani rappresentano il 50% degli utenti (erano il 48,8%), mentre le nazionalità straniere più rappresentate sono quella albanese, marocchina e nigeriana. Il valore medio annuo dei punti erogati a ogni famiglia è stato di 1017 euro, superiore del 13% rispetto al 2019. La prima motivazione per la richiesta di accesso al servizio riguarda la disoccupazione: circa il 70% delle persone che ne hanno usufruito lamentavano una mancanza di reddito da lavoro.
Le tessere neonato. Sugli scaffali dell’Emporio si possono reperire anche prodotti per l’infanzia pensati per le mamme con figli fino a 18 mesi d’età segnalate dal Centro di Aiuto alla Vita. A loro è dedicato un settore del supermercato dove è possibile trovare pannolini, omogeneizzati, pappe e latte in polvere. In tutto sono state 199 le tessere neonato attivate. La provenienza delle mamme vede al primo posto la Nigeria (32%), poi Marocco (19%) e Albania (14%). Le italiane sono in aumento e rappresentano l’11% del totale.
Quanto è stato donato e distribuito. Nel 2020 sono stati distribuiti prodotti per un valore di 2 milioni e 600mila euro (+16%). Gli utenti hanno potuto «acquistare» con i punti Emporio: latticini, formaggi, pasta, riso, carne, pesce, pane, frutta e verdura, scatolame ma anche prodotti per l'igiene personale e la casa. Il supermercato solidale ha aperto le sue porte per 255 giorni. In totale il servizio ha ricevuto in donazione merce per un valore stimato in circa 2 milioni e 914mila euro contro i 2 milioni e 74mila euro dello scorso anno. Ecco i 900mila euro in più di prodotti donati. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
