Il dolore
Prato, pronto un "dossier ambiente" di 74 pagine
Sit in ambientalista davanti al depuratore di Baciacavallo. I movimenti chiedono un incontro al sindaco Biffoni
PRATO. Sono già 300 le firme di cittadini pratesi che chiedono audizione al sindaco Matteo Biffoni e all’assessore all’ambiente Valerio Barberis per presentare il dossier “Prato, un anno nell’emergenza climatica”. Ieri a mezzogiorno, un sit dei movimenti ambientalisti toscani e pratesi è tornato alla carica davanti all’entrata della sede della Gida, il depuratore delle acque a Baciacavallo.
Movimenti ambientalisti presenti al completo, compreso il gruppo pratese di “Friday for Future”, l’associazione internazionale creata da Greta Thunberg. Da “In difesa della nostra salute Prato sud” a “In mezzo allAutostrada”, al “Comitato ambientale Casale” fino a “Atto Primo” e il Forum toscano dei movimenti per l’acqua, tutti hanno chiesto che il dossier sulle criticità ambientali della città, un documento di ben 74 pagine realizzato dall’Osservatorio ambientale Prato, sia accolto e ascoltato dalle istituzioni. La scelta del luogo del sit in a Baciacavallo, davanti alla Gida, non è stata casuale.
«Abbiamo presentato il ricorso al Tar contro la Via (Valutazione impatto ambientale) per la realizzazione del biodigestore e del nuovo termovalorizzatore dei fanghi della Gida. Siamo sempre stati snobbati nelle nostre richieste e osservazioni ma crediamo ancora nella via politica – dice Francesco Bellini del gruppo storico di “In difesa della nostra salute” – e rimarchiamo anche questa volta che il termovalorizzatore dei fanghi e il bio digestore possono essere realizzati, ma in un’altra posizione del territorio comunale. Questa parte della città è già ampiamente urbanizzata e non può sostenere lo stress di altri impianti inquinanti. Le proposte alternative ci sono, ma continuano a non ascoltarci».
Per Francesco Bellini «il Comune e la parte politica, pur essendo maggioranza in Gida, sono schiacciati dalla parte privata, Confindustria». «L’acqua deve essere un bene pubblico e gestito da società interamente pubbliche come sancito dal referendum di anni fa – dice Rita Biancalani del Forum toscano sull’acqua – Non siamo d’accordo con le scelte che continuano ad essere fatte, neppure sull’ultima delibera della Giunta comunale pratese».
«Prato sud, qui manca la pista ciclabile tanto promessa, le barriere contro l’inquinamento acustico sull’A11 non sono state messe, come altre cose indicate nel dossier. Poi c’è la partita del Recovery fund e le associazioni chiedono di avere un parere sulle questioni ambientali, proprio qui dove le persone vivono» conclude Tommaso Chiti, volto ormai noto del movimentismo politico ambientalista.
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