Il Tirreno

Prato

Si nasconde sulle scale e uccide il fratello a colpi di pistola. Poi si toglie la vita con la stessa arma

di Paolo Nencioni
Un carabiniere all'ingresso del condominio (foto Sestini)
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Un carabiniere all'ingresso del condominio (foto Sestini)

Montemurlo: un uomo di 54 anni ha aspettato il fratello sul pianerottolo del condominio e lo ha freddato con una Beretta 7,65

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MONTEMURLO. I corpi senza vita di due fratelli di 60 e 54 anni, Giacomo e Maurizio Pusceddu, sono stati trovati nella tarda serata di ieri, 3 giugno, all'interno di un'abitazione di Montemurlo, in via Pomeria 45.

Secondo i primi accertamenti dei carabinieri si tratterebbe di un omicidio-suicidio. Giacomo Pusceddu, operaio tessile, era originario di Trapani e viveva da tempo nell'appartamento di Montemurlo. I due uomini sono stati raggiunti da colpi di pistola e i vicini di casa hanno raccontato ai carabinieri di aver sentito tre spari. Accanto ai cadaveri, vicino alla porta d'ingresso, è stata trovata una pistola Beretta 7,65 che è risultata di proprietà dell'altra vittima, il fratello di 54 anni. Anche lui, Maurizio Pusceddu, pensionato, aveva abitato a Montemurlo fino al 2018, ma poi era stato cancellato dall'anagrafe perché irreperibile.

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Sul posto anche il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli insieme al colonnello dei carabinieri Francesco Zamponi. Sono state acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza e sequestrati i telefoni cellulari delle vittime.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Maurizio Pusceddu avrebbe aspettato il ritorno a casa del fratello nascondendosi sulle scale e avrebbe esploso due colpi ti pistola che hanno raggiunto Giacomo a una spalla e alla testa mentre l'altro stava per aprire la porta. Poi si è ucciso con un colpo alla testa.

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Durante la notte è stata rintracciata l'ex moglie di Maurizio Pusceddu, che non aveva più rapporti con l'ex coniuge. La donna è stata sentita dai carabinieri per ricostruire l'ambiente familiare e per tentare di capire il movente dell'omicidio. La donna non ha saputo indicare la casa dove l'uomo abitava attualmente. I carabinieri sentiranno anche altri parenti (ci sarebbero almeno tre fratelli). Al momento si esclude il coinvolgimento di altre persone nella tragedia. I due fratelli non avevano precedenti penali e conducevano un'esistenza molto riservata.

Gli inquirenti sono propensi a credere che il movente dell’omicidio-suicidio non sia economico, soprattutto perché in questo contesto di soldi non ne giravano molti. Semmai il periodo difficile che stava attraversando Maurizio Pusceddu, senza più una famiglia e nemmeno un domicilio fisso, potrebbe averlo portato alla disperazione e aver introdotto nella sua testa il tarlo che la responsabilità fosse di qualcun altro, un colpevole individuato nel fratello.

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