Sicurezza
Cassintegrato in tenda davanti alla sede Inps
Michelangelo Cicogna protesta per i ritardi del sussidio. Ormai da un anno campa con un misero stipendio
PRATO. In cassa integrazione da oltre un anno a causa della pandemia, uno stipendio ridotto a poco più di 500 euro, un sussidio di circa 400 euro mensili che tarda ad arrivare dallo scorso marzo. Michelangelo Cicogna, domenica sera alle 20 ha montato la tenda nei giardini fra viale Valentini e via Simintendi di fronte alla sede dell’Inps, come già aveva annunciato nei giorni scorsi, per quella che lui chiama la “rivoluzione pacifica delle tende bianche” per avere quello che gli spetta. Perché affitto di casa e bollette non attendono ritardi e Michelangelo Cicogna oltre ad essere colpito dalla riduzione dell’orario di lavoro da aprile del 2020, come tanti altri lavoratori, ha difficoltà anche a ricevere la cassa integrazione. La tenda di protesta, domenica sera, è stata montata e poi dopo qualche ora smontata, così come è stato indicato dalle autorizzazioni che gli sono state concesse.
«Lavoro tre giorni la settimana, con la riduzione di orario, e quindi quando sarò libero dal lavoro dalle 8 alle 22 tornerò qui e monterò la tenda con il lenzuolo bianco in segno di protesta finché questa situazione non si sbloccherà definitivamente» dice Cicogna al crepuscolo di una domenica che finalmente ha fatto venire fuori caldo e sole. Michelangelo è assieme al suo cane Beks, un meticcio che lo segue passo dopo passo. «Solidarietà a parole, tanta. Nei fatti un po’ meno – denuncia il lavoratore – Solo il movimento “Orgoglio partite Iva” mi ha aiutato con un’offerta di 100 euro e la sua vicinanza. Ho visto accettata la domanda del bonus affitto del Comune, in una email mi sono state chieste delle integrazioni di documentazione, ma ad ora non ho ricevuto niente e non so neppure quanto possa avere. Mi dicono che ancora c’è da attendere. Ho fatto la domanda per il reddito di cittadinanza, a febbraio mi hanno erogato 50 euro. Poi niente. Mi chiedo se non convenga essere disoccupati in questo paese per vedersi riconosciuto qualcosa» spiega.
Intanto la direzione dell’Inps lo ha chiamato qualche giorno fa proprio per affrontare e chiarire la sua posizione, e molto probabilmente per affrontare il ritardo nella erogazione della cassa integrazione. Appuntamento alle 9 di ieri nella sede di via Valentini. Poco dopo aver montato la tenda con sopra il lenzuolo bianco, Michelangelo Cicogna domenica ha aperto una diretta dal vivo su Facebook. Così la protesta è diventata di dominio pubblico con le immagini della tenda diffuse sul social media. Dopo qualche minuto, le telefonate di alcune tv nazionali. «Mi hanno chiamato anche nei giorni scorsi» spiega. —
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