Il dolore
Minaccia di morte il capotreno: arrestato
Bloccato dalla polizia un viaggiatore senza biglietto a cui è stata contestata anche l’aggravante dei motivi razziali
prato. È salito sul treno senza biglietto ed è finito in carcere senza passare dal via, con l’aggravante di aver pronunciato frasi e minacce basate sulla discriminazione razziale.
È un raro caso di “razzismo al contrario” quello che ha portato all’arresto di un tunisino di 32 anni da parte della polizia.
L’uomo è stato fermato nel pomeriggio di sabato a bordo di un treno regionale fermo al binario 7 della stazione centrale.
Pochi minuti prima il capotreno aveva chiamato la polizia chiedendo un intervento perché il passeggero senza biglietto non voleva fornire il proprio nome. Il treno è rimasto fermo sul binario fino all’arrivo della polizia. Gli agenti delle volanti hanno individuato il trentaduenne tunisino all’interno di un vagone e hanno cercato di identificarlo, ma il giovane ha fatto resistenza e ha cercato inutilmente di scappare. Quando è stato finalmente bloccato ha minacciato tutti i presenti, italiani e cinesi, con frasi che sono state ritenute discriminatorie, oltre a minacciare di morte il capotreno.
È stato infine portato in Questura, dove è stato arrestato per resistenza, interruzione di pubblico servizio e rifiuto di fornire le proprie generalità, con l’aggravante dei motivi razziali.
L’articolo 604 bis del Codice penale punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, «in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi».
Il 604 ter, che è stato contestato al trentaduenne tunisino, costituisce un’aggravante in base alla quale le eventuali condanne per i reati contestati (in questo caso resistenza e interruzione di pubblico servizio) possono essere aumentate fino alla metà nel caso in cui certi comportamenti vengano compiuti con modalità o finalità discriminatorie. —
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