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Sgomberato il picchetto davanti alla Texprint L’azienda al contrattacco
prato. Ieri mattina la polizia è tornata in via Sabadell per sgomberare il presidio dei lavoratori che protestano contro il presunto sfruttamento della Texprint. I poliziotti hanno allontanato i manifestanti per consentire il passaggio dei furgoni in entrata e in uscita dall’azienda. «Il problema di cui si parla ancora troppo poco – si legge in una nota del sindacato Si Cobas – è che chi denuncia, in questa città, viene trattato alla stregua di criminali. Chi rivendica con gli scioperi legalità e diritti non solo viene lasciato solo dalle istituzioni, ma addirittura combattuto come nemico. Questi lavoratori meriterebbero una medaglia per il fatto di continuare dopo quattro mesi ad avere forza e coraggio di combattere un sistema potente e violento».
La Texprint ha poi annunciato che chiederà al prefetto di revocare l’interdittiva antimafia, confermata dal Tar. La Texprint accusa scioperanti e sindacalisti di aver architettato una calunnia in relazione alla denuncia di un socio dell'azienda che avrebbe lanciato acido contro un lavoratore. «Due perizie tecniche hanno dimostrato che la ferita era da taglio e non da acido – scrive l'azienda – che sul terreno era stata versata di proposito della candeggina e che la presunta vittima aveva già il taglio sull’avambraccio, come dimostrato in maniera inconfutabile dai video e dai fotogrammi depositati oggi in Procura. Quanto invece all’infortunio in cui ha perso la falange di un dito un ex dipendente della società le indagini hanno acclarato come al macchinario non fosse stata rimossa alcuna misura di sicurezza – né tantomeno alcun sensore, come dichiarato dal dipendente infortunato – e che, al contrario, l’incidente è stato causato da una manovra vietata effettuata dal lavoratore». —
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