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Prato

il caso 

Nella confezione degli sfruttati «Qui si lavora 12 ore, tutti i giorni»

Paolo Nencioni
Nella confezione degli sfruttati «Qui si lavora 12 ore, tutti i giorni»

La titolare al pachistano: «Gli italiani non li vogliamo, per loro è sempre festa, sempre domenica»

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prato. «Gli italiani fanno due giorni di festa alla settimana...». «Sì, è per quello che a noi non piace cercare gli italiani, perché per gli italiani è sempre festa, è sempre domenica, gli piace fare vacanza...». È un passaggio del servizio andato in onda giovedì sera nel corso della trasmissione “Piazzapulita” su La7.

Le telecamere del programma di Corrado Formigli sono tornate a Prato una settimana dopo le polemiche suscitate dal precedente servizio. Artigiani, industriali e Comune lo avevano giudicato ingeneroso per il distretto tessile, sostenendo che è ingiusto dipingerlo come in gran parte basato sullo sfruttamento.

Lo scambio di battute sugli italiani che amano troppo le vacanze è stato ripreso all’interno di una confezione cinese, grazie a un paio di telecamere nascoste portate da due lavoratori pachistani che si sono prestati a documentare le condizioni di lavoro nelle confezioni. Uno dei due ha lavorato per una settimana in nero nella confezione e viene pagato in contanti. L’altro chiede a un confezionista se può essere assunto. «Però non vorrei lavorare 13 ore – avverte – Anche 10 ore va bene?». La risposta del confezionista non si presta a equivoci: «No, 10 ore no. Minimo 12. No giorni di festa, no domenica, capito? Tutti i giorni si lavora». Lo stipendio proposto è di mille euro e il contratto, se va bene, arriverà dopo sei mesi (in realtà per molti lavoratori stranieri sfruttati nelle confezioni il contratto non arriva mai).

Interviene una donna cinese, forse la moglie del confezionista. L’aspirante operaio pachistano le fa notare che gli italiani fanno due giorni di festa alla settimana e la donna spiega che è per questo che loro non andranno mai a cercare lavoratori italiani: «Per loro è sempre domenica. Gli piace fare vacanza. Anche malattia...» . Come se l’assenza per malattia fosse una concessione del datore di lavoro.

«Questo territorio è la capitale dello sfruttamento lavorativo” ha spiegato Massimiliano Brezzo, segretario della Filctem Cgil, raccontando all’inviata Micaela Farrocco che nel distretto pratese ci sono 15.000 lavoratori impiegati nel settore tessile e altri 30.000 (tra registrati e operai in nero) che lavorano nel settore abbigliamento. «Questi – dice Brezzo – sono a rischio sfruttamento». In studio anche il sindaco Matteo Biffoni, che ha cercato di difendere l’immagine del distretto tessile, sostenendo che lo sfruttamento è marginale rispetto a un comparto che invece lavora rispettando la legge. “Piazzapulita” invece ha avuto il merito di accendere i fari su un fenomeno che tutti conoscono ma di cui non sempre si parla. —

Paolo Nencioni

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