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“Bulli” e “bullizzati” nel video degli studenti

Vezio Trifoni PRATO.
“Bulli” e “bullizzati” nel video degli studenti

Presentato al Dagomari il video “Quest for Feilong” che ha già conquistato due premi al Rome Movie Awards

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Al Dagomari di Prato si è svolta la prima di “Quest for Feilong”, il cortometraggio che ha visto protagonisti proprio i ragazzi dell’istituto nelle vesti di attori, tecnici, assistenti e musicisti. Il corto diretto da Gianluca Di Stefano ha infatti vinto il premio per il Miglior corto Fantasy e per i Migliori Costumi grazie al lavoro della make-up artist Giovanna Rizzo nell’ambito del Rome International Movie Awards. È inoltre in concorso al Florence Film Awards, al Roma Short Film Festival e all’AmiCorti Film Festival di Peveragno (Cuneo.

«Questo progetto riveste un grande valore – ha detto il sindaco Matteo Biffoni – E oltre ai premi vinti credo che sia la prova che nelle nostre scuole oltre ai programmi ministeriali c’è tanto di più. Progetti come questo servono anche per cementare le relazioni fra i ragazzi».

«Voglio fare i miei complimenti a tutti coloro che hanno partecipato al progetto, a partire dalla scuola fino allo sceneggiatore e al regista, a chi ha lavorato dietro le quinte fino ovviamente agli studenti – ha commentato il presidente della Provincia Francesco Puggelli - Mettere insieme fiction e realtà in modo credibile e originale è un’arte che richiede talento ma anche tanto studio e professionalità, soprattutto se si decide di affrontare un tema delicato e attuale per la nostra città come l’integrazione». A raccontare la nascita del progetto è stato David Ceccarelli, sceneggiatore e artista che ha curato la sceneggiatura e realizzato i disegni che hanno valso al film Premio d’Argento al Milan Gold Awards nella categoria film di animazione. «Il progetto è nato quando la professoressa Paola Martini mi ha contattato, in virtù della mia esperienza con la Cina, per realizzare un documento che potesse evidenziare il rapporto del Dagomari con l’alta incidenza di studenti cinesi – spiega Ceccarelli – Pensai a un prodotto video e misi insieme il gruppo, per realizzare una storia ispirata alle maschere del teatro dell’opera cinese che ho avuto modo di conoscere durante i miei lavori in Cina».

La vicenda vede protagonisti un gruppo di adolescenti appartenenti a varie culture e si svolge principalmente nella Chinatown di Prato. Una storia ambientata ai giorni nostri, dove il vissuto di un gruppo di “bulli” e di “bullizzati” s’intreccia con un’antica leggenda cinese incentrata sul misterioso personaggio di Feilong, diventando l’occasione per riscoprire le radici di una cultura millenaria con le sue credenze. —



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