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«I soldi non arrivano mi accampo all’Inps»

Alessandro Formichella
«I soldi non arrivano mi accampo all’Inps»

La protesta di un cassintegrato: piazzerà una tenda davanti alla sede di via Valentini: «Ci hanno dimenticati»

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prato. Dice di non farcela più e da domenica sera pianterà una tenda bianca fra viale Valentini e via Simintendi per protestare nei confronti dell’Inps. Per Michelangelo Cicogna, quarantenne pratese, la questione è sempre la solita; la fatica ad andare avanti ogni giorno in cassa integrazione ormai da oltre un anno, e con i pagamenti dell’Inps che, a suo dire, arrivano con mesi di ritardo. «Ho riscosso ora la cassa integrazione di marzo, da oltre un anno ho l’orario di lavoro ridotto a tre giorni. Vivo con circa 500 euro al mese ai quali si dovrebbe aggiungere la cassa integrazione di poco più di 400. Devo pagare l’affitto che costa più di 400 euro. Sono a secco con il conto corrente». Un anno fa Michelangelo Cicogna si era reso protagonista di un’altra protesta, incatenandosi sempre davanti alla sede Inps di Prato e anche qui chiedendo l’arrivo della cassa integrazione che tardava ad entrare sul conto. «Non ne parla quasi nessuno ora, ma la situazione oggi è più critica di un anno fa – dice Cicogna che è dipendente di un negozio a Firenze – Mi metterò dentro la tenda lì con cartelli ben visibili finché la situazione non sarà risolta». Una tenda bianca per protestare ed essere visibile, in un periodo in cui il mondo del lavoro sembra essere più confuso del solito. «Prenderò tutti i permessi necessari e mi metterò dentro la tenda bianca – prosegue il lavoratore – e se non sarà possibile per il coprifuoco starò li fino alle 23 e tornerò alle 5 del mattino». La decisione comunque è presa. Michelangelo Cicogna durante tutto il periodo dell’emergenza Covid è stato protagonista di iniziative via web di protesta con pagine Facebook, inviti a trasmissioni televisive, un’associazione di cassintegrati messa su in pochi mesi e con una ventina di adesioni. Ognuno cerca di dare una mano all’altro. «Ci occupiamo di trovare solidarietà e di darcela fra di noi, dagli alimenti, alle cure e necessità indispensabili. Siamo persone che lavorano, che hanno sempre avuto la trattenuta delle tasse, che non hanno mai pensato di vivere in un modo diverso da quello legale, ma siamo come nel dimenticatoio, lasciati lì a decreti e Dpcm senza soluzioni concrete, persone che sono al limite dopo oltre un anno di Covid, di crisi profonda che colpisce economicamente e psicologicamente. Ho fatto la richiesta del reddito di cittadinanza e mi sono arrivati 50 euro a gennaio, sto cercando di capire se posso chiedere il reddito di emergenza, ho chiesto il bonus affitto al comune di Prato nel 2020 ma poi non ho saputo più niente. Ho un Isee che è poco più di 1.000 euro. Cosa devo fare per vivere dignitosamente?». —

Alessandro Formichella

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