Gioco
Il sindaco incontra gli operai sfruttati «Venite a denunciare, vi aiuteremo»
Stasera La7 torna a parlare del distretto tessile. Dibattito sulla sicurezza, ma la vera emergenza è il lavoro sottopagato
«Venite qui, denunciate. È anche nostro interesse che certe situazioni emergano per espellere tutti quelli che si approfittano del sistema». Martedì, ore 18,30: il sindaco Matteo Biffoni è nel piazzale davanti alla sede dello Sportello anti-sfruttamento, in via Roma. Di fronte a lui ci sono i lavoratori per i quali è stato creato quello sportello, Qasim Alì della Texprint, Mohsin Riaz del Panificio Toscano, Samb Papa della Superlativa, i primi due pachistani, il terzo senegalese. Tutti raccontano storie di sfruttamento, ma a quello sportello non ci sono mai andati, anche perché pochi lo conoscono. «L’ho dovuto cercare su Google» confessa Samb Papa. E però è indubbio, non da ora, che lo sfruttamento dei lavoratori stranieri da parte di una cospicua fetta di imprenditori nel settore abbigliamento, soprattutto cinesi, sia il problema che affligge il distretto.
Stasera su La7 tornerà ad occuparsene la trasmissione “Piazzapulita” dopo il servizio della scorsa settimana che ha provocato una levata di scudi da parte del Comune, di Confindustria e degli artigiani, infuriati per quel passaggio in cui si diceva che l’intero distretto è basato sullo sfruttamento. Ma al di là delle generalizzazioni, il nocciolo della questione è proprio quello e La7 ha avuto il merito, sulla scia del clamore suscitato dalla morte di Luana D’Orazio nell’Orditura Luana di Montemurlo, di accendere i riflettori non tanto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ma sullo sfruttamento, appunto.
Biffoni ha accolto l’invito dell’inviata de La7, Micaela Farrocco, e per la prima volta ha parlato con uno dei lavoratori licenziati della Texprint, Qasim Alì. Un confronto non facile. Qasim contesta al sindaco di non aver mai voluto incontrare i lavoratori in sciopero, Biffoni ribadisce che per lui quella è una situazione “particolare” e che le merci devono poter entrare e uscire dall’azienda: «La lotta sindacale non può prevaricare la legge». Qasim gli ricorda che loro stanno lottando per un obbiettivo molto semplice: poter lavorare otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana. «Intanto però venite qui a denunciare – ripete il sindaco – perché finché queste cose ce le diciamo tra noi senza metterle nero su bianco non si va da nessuna parte». Samb Papa ribatte che non è così semplice: «In passato sono andato alla Cisl, sono andato alla Uil, mi hanno spiegato che se denuncio da solo rischio solo di perdere il posto. Bisogna essere almeno in cinque e non tutti sono disposti a farlo. Solo il sindacato Si Cobas ha appoggiato la nostra lotta». Il problema è proprio questo, molti lavoratori che pure sono oggettivamente sfruttati perché lavorano più di quanto dovrebbero per paghe da fame sono anche sotto ricatto: perdono il lavoro e rischiano di perdere il permesso di soggiorno.
E anche quando sembra che abbiano ottenuto qualcosa, poi si scopre che non hanno ottenuto nulla. «Al Panificio Toscano abbiamo lottato per far applicare il contratto dell’industria – ricorda Mohsin Riaz – L’Ispettorato del lavoro ci ha dato ragione, ma l’azienda sta ancora applicando il contratto dell’artigianato».
Che ci sia qualcosa che non va lo riconosce anche Maurizio Sarti, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord. L’associazione degli industriali martedì ha ricordato che il numero degli infortuni nel tessile dal 2015 al 2019, è molto basso, l’1,6% sul totale dei lavoratori assicurati.
Ma il problema, come si diceva, non è tanto la sicurezza nei luoghi di lavoro, quanto lo sfruttamento. «Che dire dei contratti di lavoro – si domanda Sarti – che nell’abbigliamento sono per oltre il 70% a part time, quando il dato italiano del settore è al 40%, mentre nel tessile sono, a Prato e in Italia, intorno al 20%?». I tre lavoratori che martedì hanno parlato col sindaco Biffoni lo sanno bene. «Fanno contratti part time e ti fanno lavorare 10 o anche 12 ore».
Alla base c’è una colossale evasione contributiva. Milioni di euro che ogni giorno vengono sottratti alle casse dello Stato. Questa è la vera emergenza, che onestamente non può essere risolta dal Comune. Questa è materia di Ispettorato del lavoro e Inail. Qualcuno ricorderà che il ministro del Lavoro Andrea Orlando, dopo l’ultimo vertice in Prefettura in seguito alla morte di Luana, se n’è andato facendo una vaga promessa sull’arrivo di rinforzi. È solo l’ultima di tante promesse, in genere non mantenute. «Perché non chiedete rinforzi al ministero?» chiede l’inviata de La7 al sindaco. Biffoni sorride. —
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