Lutto
Una panchina rossa alla Pubblica assistenza per ricordare Elisa Amato
L'iniziativa dell'associazione, col patrocinio di comune e provincia, a tre anni dall'omicidio della giovane pratese per mano del fidanzato
PRATO. “Elisa, non se andrà con te ciò che hai donato”. È questa la frase incisa sulla targa affissa sulla panchina rossa, posta nel giardino della sede centrale della Pubblica assistenza di Prato, in ricordo di Elisa Amato, uccisa quando non aveva ancora compiuto 25 anni dal fidanzato Federico Zini, che poi si tolse la vita. Ricorrono proprio in questi giorni i tre anni da quella tragica vicenda. Una vicenda che scosse l’opinione pubblica nazionale e che segnò profondamente L’Avvenire, di cui Elisa era volontaria. Di qui la volontà dell’associazione di via San Jacopo di dedicare un ricordo rivolto a Elisa , con una panchina rossa, per dire fermamente no ad ogni violenza di genere e in segno di contrasto in particolare ai femminicidi.
L’opera realizzata con il patrocinio di Comune e Provincia. «Credo non esista nessuno con minimo di coscienza che non resti inorridito di fronte ad un evento così delittuoso come quello che segnato la morte della nostra volontaria Elisa Amato – ha detto Piero Benedetti, presidente dell’Avvenire – Era una persona solare, che pensava all’amore verso il prossimo, amava le persone, amava gli animali, amava tutti. Forse è rimasta vittima proprio del suo amore. Una vicenda dolorosa, terrificante. Per questo abbiamo voluto dedicare un simbolo a perenne condanna dei femminicidi, delle violenze di genere, dei più deboli e soprattutto contro le donne».
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