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La7 stempera le parole su Prato. Confindustria: "Ma non basta"

La7 stempera le parole su Prato. Confindustria: "Ma non basta"

Continuano le polemiche dopo la puntata di "Piazza Pulita" dedicata a Prato. A difesa del distretto interviene anche la Cna, mentre Bosi (Pd) replica al senatore La Pietra (FdI)

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PRATO. Mentre il sindaco Biffoni annuncia di aver invitato a Prato Corrado Formigli, conduttore di “Piazza Pulita, non si placano le polemiche sul servizio mandato in onda su La7 dove si dà l’immagine di un distretto tessile retto sullo sfruttamento. Intanto la pagina del sito di La7 dedicata alla trasmissione Piazza pulita è cambiata. Lo fa notare Confindustria, aggiungendo però che «rimane il discutibilissimo servizio, in cui si è voluto rappresentare solo e soltanto il peggio di Prato».

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Il sito ora recita: «Nell’immenso distretto tessile di Prato, dove ha perso la vita Luana, giovane mamma di 22 anni, si verificano gravissimi episodi di sfruttamento. Qui c’è chi lavora 14 ore al giorno, sette giorni su sette, per circa 900 euro al mese». «Un’affermazione di cui Confindustria Toscana Nord non mette in dubbio la veridicità, anche se estremamente parziale giacché si tace invece della Prato che lavora e produce non solo nella legalità ma a livelli di eccellenza. È positivo che sia stato compreso il messaggio che è giunto da Prato, anche se il danno alla reputazione delle imprese corrette, che operano nella legalità, rimane ed è motivo di forte indignazione».

Confindustria contatterà l'emittente “per ribadire l'auspicio che all'operazione denigratoria di giovedì scorso faccia seguito una rinnovata e più equilibrata attenzione per una parte essenziale del made in Italy quale è Prato”.

“Una fotografia impietosa e non veritiera del distretto pratese, che ha sì sacche di illegalità da rimuovere con fermezza, ma ha anche migliaia di imprese sane, la maggioranza, che lavorano in piena sicurezza e nel totale rispetto delle normative”. Claudio Bettazzi, presidente di Cna Toscana Centro interviene sul servizio mandato in onda dalla trasmissione Piazza Pulita su La7 e avanza alcuni distinguo.“L’accusa che ci è stata rivolta e che contrassegna tutta la realtà imprenditoriale pratese come una specie di crogiuolo di illegalità e mancanza di sicurezza dentro le aziende, deve essere fermamente rinviata al mittente. Il quadro emerso dalla trasmissione infatti danneggia pesantemente l’immagine del nostro distretto e lascia passare il messaggio che i casi documentati, che condanniamo con fermezza, rappresentino la normalità. Così non è, e dobbiamo affermarlo in maniera chiara. Detto questo però, è altrettanto evidente è permane un problema della sicurezza sui luoghi di lavoro, e che vada affrontato entrando nel merito delle situazioni e dei provvedimenti necessari, cercando, ad un tavolo di confronto in cui siano presenti tutti i soggetti coinvolti, i meccanismi migliori per aggredire e rimuovere anche queste sacche di inaccettabile irregolarità".

"Molto è stato fatto in questi anni dalle aziende sul piano della formazione e degli investimenti in sicurezza, e molto è stato fatto per scongiurare i rischi connessi a questi comportamenti fuori legge. Basti pensare al Piano strategico rivolto alle imprese cinesi e attivato dalla Regione, anche a seguito della forte azione e della collaborazione della Cna,  che ha contribuito in maniera sostanziale, se non a risolvere, a  rinormalizzare  le condizioni di degrado emerse dopo la tragedia del Teresa Mode.  In quel particolare momento di storia imprenditoriale  – conclude Bettazzi - l’azione straordinaria, che ha mixato controlli e informazione, si è dimostrata la risposta giusta del distretto sul piano della legalità e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ecco, oggi è necessario ripercorrere la stessa positiva esperienza, nella consapevolezza che il nostro è un territorio complesso, costellato prevalentemente da imprese che lavorano nelle regole, e sul quale abbiamo il dovere di programmare e mettere in campo strategie straordinarie comuni di intervento e di investimenti, per far sì che nessuno debba mai più rischiare di perdere la vita sul lavoro”.
 

"Basta propaganda politica negativa contro il Distretto pratese." E' quanto chiede il segretario provinciale del Pd di Prato Gabriele Bosi. "Ancora una volta la destra, in particolare il senatore La Pietra, pensa di poter aumentare i propri consensi accodandosi a chi rilancia un'immagine negativa del nostro distretto. E' un tentativo già sperimentato in passato e che non ha mai portato i ritorni elettorali sperati. Questo perché i pratesi sanno che il nostro sistema produttivo nella sua maggioranza è un'altra cosa. L'unico effetto ottenuto dalla destra, anche quando era al governo della città, è stato quello di danneggiare ulteriormente la reputazione delle aziende sane del nostro territorio".

"Certamente", continua Bosi, "nel distretto esistono sacche d'illegalità che però non possono essere rappresentative dell'intero sistema produttivo. Per contrastare queste realtà le nostre istituzioni, dal Comune alla Regione passando dalla prefettura e in collaborazione con le parti sociali, hanno messo in campo da anni un lavoro importante di controllo e di contrasto, che ha portato risultati concreti. Penso al piano lavoro sicuro, che sarà ulteriormente rinnovato per essere ancora più efficace e puntuale, penso allo sportello per la denuncia delle condizioni di sfruttamento lavorativo, penso ai protocolli sottoscritti e alle proposte elaborate per portare avanti un impegno comune tra tutti gli attori del distretto".

"Molte delle leve su cui agire per contrastare in modo ancora più determinato l'illegalità si trovano a livello nazionale", continua Bosi. "Per questo è stata importante la visita del nostro Ministro del Lavoro Andrea Orlando, che ha preso impegni concreti per il nostro territorio. Il Distretto pratese  nella sua stragrande maggioranza è un'altra cosa". 

"Proprio in questi anni", conclude Bosi, "si stanno concretizzando progettualità importanti che guardano al futuro della nostra economia locale: penso all'innovazione a servizio delle imprese con la "Casa delle tecnologie emergenti", penso alle politiche messe in campo sull'ambiente e sull'economia circolare per cui siamo conosciuti a livello internazionale, penso al lavoro portato avanti da "Prato circular city" sui temi della formazione professionale e delle competenze. Su questo livello di ragionamento dovrebbe misurarsi il confronto politico locale, non certamente nel cavalcare una propaganda negativa che ottiene l'unico risultato di danneggiare il nostro territorio".

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