Il Tirreno

Prato

la ripresa

Il mercato dei matrimoni pronto a ripartire con tante incognite

Alessandro Formichella
Tavoli imbanditi per un pranzo di nozze organizzato dalla “Weddings in Tuscany”
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Tavoli imbanditi per un pranzo di nozze organizzato dalla “Weddings in Tuscany”

Dal 15 giugno riprenderà un settore messo in ginocchio dalle chiusure per la pandemia: "Abbiamo subìto un calo dell’80 per cento". "Bene la ripartenza, ma le prescrizioni sono ancora troppe"

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PRATO. Una timida ripresa, ma ancora troppo pallida per chi lavora nel settore. Il turismo legato ai matrimoni fatica a riprendere il volo, ed è un bilancio in chiaroscuro quello che si preventiva per l’estate 2021, post-Covid. In realtà, per chi non ha disdetto gli impegni, ci sono ancora da smaltire le feste di matrimonio del 2020, bloccate prima dal lockdown del marzo-maggio 2020 e poi dal periodo difficile di convivenza con il coronavirus. Eppure, anche da noi, nel pratese e soprattutto nel Montalbano quello del “wedding”, dei matrioni, è un mercato che ha il suo bel daffare e numeri tutt’altro che esigui. Anzi. La Toscana è una meta ambita soprattutto da americani, inglesi e australiani.

Dal prossimo 15 giugno le feste di nozze all’aperto possono riprendere avvio, senza covid manager, purché all’aperto e con distanziamento di un metro fra gli invitati a tavola. Chiara Sernesi, di Poggio a Caiano, ha iniziato a esplorare questo mercato già venti anni fa. La sua agenzia, la “Weddings in Tuscany”, è stata una delle prime in tutta la regione ad aprire questo mercato, a leggerne le potenzialità e a metterlo in moto. Il suo obiettivo si rivolge ad una fascia medio-alta di clienti e in modo particolare stranieri. «Ci sono tutti i matrimoni del 2020 bloccati, per chi dei futuri sposi decide di andare avanti nella loro organizzazione, cercheremo di pianificare il tutto nel mese di agosto», spiega Chiara Sernesi.

Ma ancora ci sono troppi problemi, dal green pass obbligatorio, alla vaccinazione certificata di tutti i convenuti, al tampone da eseguirsi 48 ore prima di ogni evento per ogni ospite. «Nel wedding abbiamo subito fino ad ora un calo economico dell’80 per cento e con queste regole sarà difficile che nel 2021 riprenda qualcosa di sostanziale» , dice Elena Mazzetti del “Giardino delle Fate” di Prato, una delle ditte considerate di eccellenza nelle coreografie floreali dei matrimoni e della quale si avvolgono le maggiori agenzie toscane. «Per il momento oltre a quelli del 2020 bloccati, ho un solo matrimonio nuovo da fare nel 2021– confessa Alessia Broccolini di Vinci – sono felice di riprendere l’attività dal 15 giugno, siamo stati fermi ben 14 mesi, ma i problemi ci sono».

Sia la Weddings in Tuscany sia la “Alessia B. Weddings” si rivolgono ad un pubblico internazionale, gente che non ha problemi a tirare fuori dal portafogli 100mila euro a notte per affittare un borgo intero per gli ospiti. «In molti non si rendono conto cosa significhi questo settore nell’economia toscana e dei territori e quanta gente metta in moto. Per ogni matrimonio di questo livello, ho 50 collaboratori che lavorano», spiega ancora Chiara Sernesi.

«Temo che per una ripresa in modo consistente del settore ne riparleremo nel 2022. Ci sono ancora troppe costrizioni e molti clienti che disdicono. Qualche coraggioso, però, c’è», dice Elena Mazzetti. «Americani, inglesi e australiani adorano la Toscana in ogni anfratto. Per le nostre zone del Montalbano, soprattutto fra Vinci e Carmignano, i paesaggi da magia non mancano. Mancano le strutture e capire davvero la forte potenzialità di questo settore. Una potenzialità che dovrebbe essere presa in mano», conclude Alessia Broccolini.

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