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la polemica

Aperti fino alle 21 i negozi di Parco Prato. La Cgil: "Inaccettabile"

Il centro commerciale Parco Prato
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Il centro commerciale Parco Prato

Il sindacato contesta la decisione del centro commerciale: "A differenza di altri esercizi commerciali sono stati sempre aperti. E i lavoratori non li sente mai nessuno?"

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PRATO. I negozi di Parco Prato da oggi, sabato 22, prolungheranno l’orario fino alle 21, come consentito dall’ultimo decreto ministeriale. La decisione però non è piaciuta alla Filcams Cgil, il sindacato che tutela i lavoratori del commercio . «Che riprendano le attività, che avvengano le riaperture, è un bene, ma come al solito non c’è alcuna considerazione per i lavoratori - scrive in una nota il sindacato – per chi non si è mai fermato come a Parco Prato, dove l’orario è stato subito prolungato alle 21. È inaccettabile”.

La denuncia è della Filcams si riferisce alla riapertura anche nei weekend dei centri commerciali, che per il sindacato «non dovrebbe comportare un aggravio per i lavoratori, per coloro che, in tutti questi mesi di pandemia, non si sono mai fermati». «E invece – prosegue la nota – accade il contrario: da oggi, sabato, a Parco Prato, la direzione, senza alcuna considerazione per i lavoratori e senza un minimo di relazioni sindacali, ha optato per estendere l’orario fino al suo limite massimo. È mai possibile che in questo benedetto Paese si ascoltino le ragioni di tutti, ma non si tenga mai nel debito conto di chi deve prestare la propria opera, e lo ha fatto, come nel caso di Parco Prato, senza interruzioni, con turni talvolta pesanti, e col rischio sempre molto elevato di contagio. Senza considerare, la sottolineatura è quasi superflua, che un cambio così repentino d’orario ha un forte impatto sulle condizioni di vita dei lavoratori, e delle loro famiglie».

La Filcams Cgil non è contraria alle riaperture, per ridare slancio a un’economia rimasta al palo per molte categorie a causa delle chiusure. «Ma a parte il fatto che delle cosiddette “ragioni dell’economia” fanno parte integrante, e non secondaria, le ragioni dei lavoratori – prosegue la nota – non è certo il caso di Parco Prato, dove di tutto si può parlare tranne che di chiusure. Ancora una volta il tutto avviene sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. Ancora una volta non c’è attenzione alle loro reali condizioni, ma esclusivamente agli interessi degli operatori di Parco Prato che, nella maggioranza dei casi, non hanno subito danni con la pandemia, se non hanno incrementato i loro volumi commerciali».

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