Gioco
Addio a Lapo Focosi, leggenda del tennis pratese
Aveva 88 anni e, oltre ad essere stato un campione della racchetta, aveva portato la Coppa Davis a Prato ed era stato dirigente dell'Etruria e del Tc Prato
PRATO. Un grave lutto ha colpito il mondo del tennis e dello sport pratese. All'età di 88 anni si è spento Lapo Focosi. La sua storia è legata al mondo del tennis e a questa disciplina perchè oltre ad essere stato un ottimo giocatore è stata un grande dirigente e soprattutto si è sempre contraddistinto per il suo stile in campo e fuori. Il gioco, la competizione, la sfida sono punti di partenza di tanti altri aspetti che si legano a una partita di tennis. Mi ricordo l'attenzione ai particolari che metteva prima di andare a sfidare un altro circolo.
Farsi la barba il giorno prima, avere la borsa con tutto il necessario per eventuali problemi fisici o di altro genere, l'abbigliamento consono (anzi perfetto tutto di bianco) e sotto quell'aspetto Lapo è sempre stato considerato il signore del tennis in tutti i club dove ha giocato: era impossibile raggiungere il maestro. L'attesa con infiniti aneddoti sul giocatore o su altre sfide giocate nello stesso club. La partita era forse il momento meno "divertente" perchè non c'era possibilità di interloquire con i propri compagni o trovare situazioni di scambio. Tanta concentrazione e un'abilità tattica e tecnica di saper trovare le armi per superare l'avversario.
Al termine, e per la maggior parte delle volte era una vittoria, allora si poteva iniziare a spiegare ai propri compagni come si era arrivati all'affermazione, il punto più bello e si ripartiva in quel racconto che diventava vita vissuta ma anche desiderio di poter rigiocare un'altra sfida per avere l'occasione di continuare quel percorso. Lapo non è stato un campione di tennis ma un esempio sì. Sia come giocatore ma anche come dirigente dapprima al Ct Etruria, poi al Tc Prato e all'interno del comitato regionale toscano della Federtennis.
E' riuscito a portare a Prato due incontri di Coppa Davis grazie al sostegno dei presidenti e del club. La sfida con la Svezia nel 1987, è ancora l'appuntamento sportivo più prestigioso che la città laniera ha ospitato. e dopo pochi anni è arrivato anche quello con lo Zimbabwe. Nel 1980, nel pieno boom del tennis, il Tc Prato ha ospitato i campionati italiani assoluti e anche lì è stato un successo incredibile con la presenza di Adriano Panatta e Corrado Barazzutti.
Amicizie con attori, registi, imprenditori nate proprio attraverso questa disciplina e che sono rimaste indelebili e sincere. La vittoria più prestigiosa, insieme al suo amico di sempre Loris Ciardi,, quella del titolo italiano a squadre vincendo il doppio di spareggio contro la coppia Pietrangeli-Sirola è la cosiddetta ciliegina sulla torta. Proprio così è la vidimazione di una storia unica e resa possibile dal contesto e dalla grande umanità e signorilità.
Superare in una finale scudetto il doppio più forte a livello mondiale capace di vincere un titolo del Roland Garros e fare una finale a Wimbledon è qualcosa di unico e straordinario. Solo due amici e soprattutto appassionati veri, come si direbbe ora a 360°, potevano ottenere questo risultato che rimarrà nella storia del tennis pratese, toscano e nazionale. Scompare un pezzo della nostra storia sportiva perchè in via Arcangeli fu uno dei primi a giocare a tennis mentre praticava la ginnastica, ma era troppo alto, e si distingueva anche nell'atletica e nel calcio dove ha vestito la maglia biancazzurra. Ma era il tennis il suo sport e la sua vita. Grazie all'amicizia, molte volte nata su un campo in terra rossa, si può essere persone da imitare. Grazie Lapo, maestro nello sport ma soprattutto di stile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
