Il Tirreno

Prato

carabinieri 

Confezionisti arrestati per sfruttamento patteggiano la pena

Confezionisti arrestati per sfruttamento patteggiano la pena

2 MINUTI DI LETTURA





prato. I titolari di una confezione cinese, marito e moglie di 40 e 38 anni, sono stati arrestati la scorsa notte dai carabinieri con l’accusa di sfruttamento della manodopera clandestina. Nell’azienda controllata dai militari del Nucleo operativo e dai colleghi del Nucleo Tutela del lavoro di Roma in via dei Casini, a Grignano, sono stati trovati 20 operai, solo sette dei quali assunti con un regolare contratto, mentre altri cinque non avevano nemmeno il permesso di soggiorno. Tredici dipendenti di fatto lavoravano in nero. Per questo è scattato l’arresto domiciliare con l’accusa di sfruttamento della manodopera clandestina, essendo stata superata la soglia del 65% di lavoratori senza contratto.

I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno notificato anche sanzioni per 56.000 euro e hanno disposto la sospensione dell’attività. I coniugi arrestati, difesi dall’avvocato Giuseppe Nicolosi, sono poi comparsi davanti al giudice nel processo per direttissima e hanno preferito patteggiare una pena di un anno e due mesi di reclusione ottenendo la sospensione condizionale. Ora dovranno mettere in regola i lavoratori se vorranno riprendere l’attività della confezione.

Nel loro caso, a differenza di quanto successo il giorno prima con la Pelletteria Serana di Poggio a Caiano, è stato contestato “solo” lo sfruttamento della manodopera clandestina, anziché l’articolo 603 bis, cioè lo sfruttamento della manodopera in stato di bisogno, che prevede pene più severe. Questo secondo tipo di indagine è molto dispendioso e solo in certi casi può essere attivato dalla magistratura. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa