Gioco
Gli alunni di Comeana raccontano la storia di una vittima di mafia
carmignano. Complimenti agli alunni (e alle insegnanti) delle due terze della scuola elementare Nazario Sauro di Comeana. I piccoli studenti hanno vinto infatti il primo premio di un concorso nazionale dedicato alla memoria civile contro le mafie. La loro “intervista speciale” ha avuto la meglio su 754 elaborati giunti da tutta Italia: un fumetto il loro in cui due eroi che combattono le mafie pongono domande al piccolo Giuseppe Di Matteo, quindicenne figlio di pentito strangolato e disciolto nell’acido dopo venticinque mesi di prigionia. «I ragazzi hanno pensato ad alcune domande che avrebbero voluto porre a Giuseppe – spiega l’insegnante Gianna Balestri – e noi insegnanti gli abbiamo fornito le risposte prendendo spunto dal libro di Martino Lo Cascio che racconta la storia del rapimento ed uccisione». Il concorso è il premio Attilio Manca “I fumetti e i cartoni dicono no alla mafia”, promosso dall’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli. Gli alunni dell’istituto comprensivo “Il Pontormo”, che raccoglie a Carmignano tutte le primarie, medie e materne, avevano incontrato a gennaio, in videoconferenza, il presidio di Libera “Valle Jato” e in quell’occasione era stata loro raccontata la storia del piccolo Giuseppe di Matteo, direttamente dai cittadini del suo paese natale. I giovanissimi autori del fumetto riceveranno anche un attestato al valor civile ed alcune parti del fumetto sono state lette giorni fa al giardino della legalità “Pietra Tramauta” del paese, dove sono stati piantati due aranci come simbolo della lotta contro le mafie. Pietra, scomparsa l’anno scorso, è stata per anni l’anima instancabile dei presidi di Libera di Prato e dei Comuni Medicei: suo fratello Calogero, finanziere, fu ucciso nel 1996 a Villafranca per mano della mafia locale. «Non possiamo che essere orgogliosi di questi ragazzi e dei loro insegnanti» commenta l’assessora all’istruzione, Tamara Cecconi, che annuncia la consegna a tutte le scuole del territorio di una raccolta di libri dedicati alla legalità. Un regalo che era stato espressamente chiesto dai docenti per arricchire le biblioteche della scuola. —
Walter Fortini
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