Sicurezza
La Procura accusa i Si Cobas di violenza privata e percosse
Chiuse le indagini sul picchetto alla Texprint, il sindacato respinge le contestazioni Intanto l’Ispettorato del lavoro indaga sulle denunce di sfruttamento degli operai
prato. Non solo violenza privata, ma anche lesioni e percosse. Queste le contestazioni mosse dalla Procura ai sindacalisti Si Cobas e agli operati che ormai da quattro mesi protestano davanti ai cancelli della stamperia Texprint di via Sabadell, nel Macrolotto 2. La Procura ha inviato in questi giorni un avviso di chiusura indagini a 27 persone. Nell’avviso, che è l’atto col quale si informa l’indagato che si sono chiuse le indagini preliminari e gli si dà 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogato, si fa riferimento al picchetto messo in atto dalla metà di gennaio in via Sabadell. Diciotto operai in gran parte pachistani, molti dei quali sono stati poi licenziati dall’azienda, hanno scioperato sostenendo che all’interno della Texprint non viene rispettato il contratto nazionale di lavoro, si usa in maniera impropria lo strumento dell’apprendistato e ci sono orari di lavoro insostenibili. Non a caso lo slogan dei manifestanti è 8x5: otto ore di lavoro per cinque giorni alla settimana.
L’azienda ha sempre respinto queste accuse e ha invece accusato i manifestanti di comportamenti illeciti, adombrando anche il sospetto di un tentativo di estorsione, che però non figura tra le contestazioni ora mosse dalla Procura. In particolare la Texprint si è lamentata di presunte perquisizioni personali ai dipendenti in entrata e in uscita dallo stabilimento e del blocco delle merci sia in entrata che in uscita. Il Si Cobas ha replicato dicendo di non aver mai effettuato perquisizioni e di aver consentito l’ingresso dei tessuti.
Tutto è stato filmato dagli stessi manifestanti, dall’azienda e dalla Digos. Queste immagini saranno il nocciolo di un eventuale processo.
Ma c’è un altro fronte aperto, che poi rappresenta la sostanza di questa vertenza sindacale. Da tempo ormai l’Ispettorato del lavoro e il Nucleo dei carabinieri presso l’Ispettorato stanno facendo accertamenti sulle accuse lanciate dai dipendenti. In particolare si vuole verificare se davvero le condizioni di lavoro all’interno della Texprint non rispettano il contratto nazionale. L’Ispettorato ha raccolto le testimonianze dei dipendenti e dovrà depositare una relazione in Procura, anche se al momento non c’è una notizia di reato.
Nel 2020 la stessa Procura ha archiviato un fascicolo nato dalla denuncia di un singolo dipendente per fatti risalenti al 2018 e al 2019. Gli accertamenti dell’Ispettorato del lavoro riguardano invece fatti successivi e derivano dalle denunce presentate dal Si Cobas.
È una guerra senza esclusione di colpi, dove ai picchetti degli scioperanti la Texprint ha opposto la mobilitazione dei dipendenti che non hanno scioperato. La stessa azienda ha ingaggiato un ufficio stampa milanese e si è affidata all’avvocato Pasquale Annicchiarico, che a Taranto ha difeso la famiglia Riva nel processo per l’inquinamento dell’Ilva. Insomma, una sorta di sfida tra Davide e Golia. —
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