Sicurezza
L’appello del sindaco: «Il governo ci aiuti servono più ispettori»
Biffoni suona la carica durante la manifestazione dopo la morte di Luana D’Orazio Giani: «La tragedia mi tocca nel profondo, penso a quel bimbo di cinque anni»
Alessandro Formichella
prato. Piazza delle Carceri, ancora una volta, è tornata al centro delle manifestazioni che contano. Questa volta per per commemorare la morte sul lavoro della giovane Luana D'Orazio, 23 anni, avvenuta nei giorni scorsi in una fabbrica di Montemurlo. Fra le autorità erano presenti anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, e il sindaco, Matteo Biffoni. «A Prato l’azienda più grande ha 100 dipendenti. Qui sono migliaia le aziende come l’Orditura Luana fatta di operai e degli stessi titolari. Ci vogliono controlli e sanzioni senza esitazione. Il governo ci deve aiutare. Servono forze in campo e ispettori del lavoro». Il sindaco di Prato, si stringe al dolore per la morte sul lavoro della giovane Luana D’Orazio, appena ventitreenne, come per quella di Sabri Jaballah dello scorso 2 febbraio. In piazza delle Carceri, la manifestazione è stata organizzata dai sindacati confederali, Cgil-Cisl-Uil, con lo sciopero generale di 4 ore in tutto il distretto tessile pratese contro le morti bianche. «A Prato abbiamo bisogno dello Stato, della sua presenza. Come Comune non riusciremo mai a contrastare certi fenomeni», ripete il primo cittadino. La piazza è emozionata, gremita di bandiere dei sindacati che sventolano in questa ennesima giornata che commemora il lutto sul lavoro. Tira vento in piazza delle Carceri. La morte della giovane Luana, dopo quella a febbraio di Sabri, 22 anni, di origine tunisina ma di fatto pratese, ha sconvolto la città. In cima alle scalinate del Castello di Federico II, il presidente della Regione guarda le persone di sotto, ascolta in silenzio gli interventi. «È un momento di grande commozione, se penso anche a quella creatura di cinque anni è qualcosa che mi tocca nel profondo», dice il presidente della Toscana e prosegue: «dobbiamo fare ancora di più sulla sicurezza sul lavoro, dobbiamo fare ancora di più. E fino ad ora la Toscana ha fatto molto nel tempo per contrastare incidenti e morti sul lavoro, ma a quanto pare non è sufficiente». Il tema della sicurezza sul lavoro è il mantra che si ripete in tutti gli interventi che riverbano nella piazza. «È un'altra giornata di lutto in cui si torna di nuovo su giovani vite spezzate, la colpa e la responsabilità è di tutti, tutta nostra. Del mondo politico prima di ogni altra cosa», dice Lorenzo Pancini, segretario generale Cgil di Prato, che lancia l’atto d’accusa dai microfoni in cima al Castello. Rodolfo Zanieri della Uil pratese chiede “silenzio”, un minuto di silenzio , quasi che questo potesse rifondere pensiero e riflessione. Rimuovere le incrostazioni di un sistema che rischia di far degenerare il mondo produttivo pratese. Per la segretaria generale della Uil Toscana, Annalisa Nocentini, nel dopo Covid la spia rossa dovrà essere sempre accesa. E lei, questa città la conosce bene. «Temo che il mondo del lavoro peggiorerà e non lo nascondo. La corsa al profitto dopo una così grande crisi, potrebbe produrre uno sconquasso di coesione sociale che forse non immaginiamo. Qui la commozione è tanta, sì, ma poi passerà. Da anni come Uil lottiamo per la sicurezza sul lavoro». Erika Caparrini, segretaria Cisl Firenze-Prato, ha gli occhi lucidi. «Sono madre di due bambini, voglio che il futuro gli dia certezze non lutti. Quello che sta accadendo non è ammissibile». —
Servizi alle pagg. 5 e 6
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