Sicurezza
Voglia di normalità, riaprono Pretorio e museo del Tessuto
Ingresso gratuito fino al 28 maggio. All’ultimo piano le opere di Klein e Pistoletto Per il Centro Pecci invece bisognerà attendere l’8 con tre nuove esposizioni
Con l’arrivo della zona gialla i primi a dare l’annuncio di riaprire sono stati i teatri, adesso tocca ai musei. Con ingresso gratuito fino al 28 maggio, da lunedì si potrà ritornare a visitare Palazzo Pretorio. Anche l’ingresso al museo del Tessuto sarà gratis dal 3 al 9 maggio, prima della chiusura dal 10 al 21 per l’allestimento della mostra “Turandot e l'oriente fantastico di Puccini, Chini, Caramba”.
Il Centro Pecci riaprirà sabato 8 maggio con tre nuove mostre: la retrospettiva dedicata a Chiara Fumai “Poems i will never release”, la personale della fotografa Marialba Russo “Cult fiction” e la rassegna video “After us”, curata dall’artista Julian Rosefeldt. Il 15 maggio si aggiungerà “Cambio”, del duo di designer “Formafantasma”. Dal 10 maggio riapriranno anche i musei diocesani.
Diverse le novità che riguardano il Pretorio. «Una riapertura che avviene dopo quasi tre mesi di stop – ricorda l’assessore alla cultura Simone Mangani – E per questo ritorno alla vita ci sono alcune novità, come le due opere donate, al museo, da Carlo Palli che erano state in mostra al Pretorio nel 2015». Sono “Venere Maria – Nudo color seppia” di Michelangelo Pistoletto e “Victoire de Samothrace” di Yves Klein. Entrambe sono state collocate all’ultimo piano, nella sezione dedicata alle opere dell’Ottocento e del Novecento fra le sculture di Lorenzo Bartolini e i lavori di Lipchitz. La direttrice del museo, Rita Iacopino, ha ricordato come durante i mesi di chiusura il museo ha sempre lavorato in una sorta di dietro le quinte. «Ovvero – dice – mettendo in sicurezza le opere e poi restauri, curato la nostra collezione e valorizzato le opere presenti». Ecco poi l'applicazione del museo che dal proprio cellulare permette ai visitatori del Pretorio la visione e l’ascolto dei contenuti del percorso espositivo anticipando cosa li attende in quel piano. Ci sono poi schede dettagliate di ogni opera: inquadrando con la fotocamera del telefonino un Qr code presente sulla didascalie delle opere oppure inquadrando direttamente un dipinto o una scultura. L’app fornisce anche informazioni sulle tariffe, orari e tanto altro. Iacopino racconta inoltre di una campagna per far si che il Pretorio esca dal museo e arrivi direttamente in diversi angoli della città. Dove verranno messi degli stendardi con opere del museo che dialogano tra loro accompagnate da frasi di alcuni film famosi. Stefano Pezzato, responsabile collezioni e archivi del Centro Pecci, ha voluto infine soffermarsi sull’importanza delle opere donate da Palli: «Resteranno qui in forma stabile – dice – E per quanto riguarda la Venere di Pistoletto ha la stessa collocazione di quando venne esposta in mostra nel 2015». «L’unica Venere che non ti guarda direttamente – termina Rita Iacopino – ma guarda il visitatore riflesso nel quadro specchiante». —
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